Mèsa – Touché

Negli ultimi anni la romana Bomba Dischi è stata di certo, fra le indipendenti, l’etichetta che ha sfornato gli artisti su cui s’è chiacchierato di più. Ovviamente Calcutta è stato ed è il caso eclatante, ma ci sono anche Giorgio Poi, Pop X, Carl Brave x Franco126 e via discorrendo, tutte realtà che a prescindere dai gusti hanno segnato la nuova scena italiana.

L’ultima “creatura” in ordine di tempo è la cantautrice romana Federica Messa, in arte Mèsa, che arriva al suo esordio sulla lunga distanza dopo l’omonimo EP dello scorso anno. Touché è un album che, pescando a piene mani tanto nel presente quanto nel recente passato, ha il merito di cucire addosso all’autrice una dimensione chiara e precisa. Il delicato rock della casa non è certo una novità, ma lo è il modo in cui Mèsa mischia l’attitudine nineties di una Cristina Donà (su tutte La metamorfosi dell’aria) al più recente songwriting della nuova generazione tricolore (Non me lo ricordavo), sintesi raggiunta perfettamente proprio nel finale con il singolo Oceanoletto.

Un songwriting, quello di Mèsa, che gioca bene sull’incastro fra due piani, entrambi affascinanti: strofe immaginifiche, ricche di sfumature che si prestano alle interpretazioni personali di chi ci s’imbatte (vedi Lividi a pois), e altre invece che sono più dirette (A chi, La colpa). Senza che per questo si percepisca un qualche strappo fra una narrazione e l’altra.

Federica non ha urgenza di chiudere i brani, di accontentarsi e accontentarci con un strofa-ritornello-strofa a presa rapida: su undici tracce, ben sette superano i quattro minuti di durata (e di queste tre vanno pure oltre i cinque), segno di come le parole tirate in ballo siano tante e tutte funzionali all’espressione (in senso algebrico) di Mèsa, tanto se ad accompagnarle c’è elettricità alt rock (Il mare tra il dire e il fare, Canzone retorica, Tutto), quanto se invece è una sola chitarra acustica a indicare la via (Un esercito orizzontale).

Se i cani sentono l’odore dei pensieri (come recita Morto a galla), non serve invece essere dei segugi per accorgersi del profumo fresco e attuale del talento di Federica Messa, che alla sua prima prova discografica ha dimostrato di avere maturità e idee chiare sulla rotta da seguire, come non può dirsi per molti altri.

(2018, Bomba Dischi)

01 Non me lo ricordavo
02 Lividi a pois
03 A chi
04 Le metamorfosi dell’aria
05 La colpa
06 Un esercito orizzontale
07 Il mare tra il dire e il fare
08 Canzone retorica
09 Morto a galla
10 Tutto
11 Oceanoletto

IN BREVE: 3,5/5