Home RECENSIONI Nick Cave & The Bad Seeds – Ghosteen

Nick Cave & The Bad Seeds – Ghosteen

Ci sono cose per le quali vale la pena esser grati. Essere contemporanei di Nick Cave è una di queste. Lui stesso ci spiega cos’è Ghosteen: com’è composta, come va interpretata questa doppia fatica. ”Le canzoni del primo album sono i figli. Le canzoni del secondo album sono i loro genitori. Ghosteen è uno spirito migrante”.

In copertina c’è una sorta di giardino dell’Eden, illuminato da una fonte di luce specifica e ben identificabile, in cui prede e predatori convivono in armonia e senza minacciarsi. Quasi esattamente al centro, un agnello – non più sacrificale, non più sacrificato. È un sogno? Certo che lo è. È uno scherzo? Certo che lo è – direbbe Syd Barrett. È il limite valicabile in cui un desiderio impossibile irrompe nel reale, trasmutandoli entrambi nel breve accadere di un pensiero, imprigionandoli entrambi in un limbo che non corrisponde, in alcuno dei casi, al perpetuo. Perché la morte, sì, è una condizione eterna. Ma lo è anche, in qualche modo, il lutto. Se non eterno quantomeno forte, fortissimo, quasi imbattibile. Comunque, incredibilmente vicino.

“A peace will come in time / A time will come for us”: è il primo refrain che ci consegna il Maestro, un refrain al futuro. Un tempo cioè che per definizione non può corrispondere al vissuto: un’illusione, ancora. Ma Spinning Song è solo la prima tra le gemme di cui quest’opera imponentissima dispone. Un’opera non certamente assimilabile nel lasso della sua effettiva durata, ma neanche lontanamente disponibile a una simile interpretazione.

Certo è che anche i sordi dovrebbero avvertire la magnificenza di un trittico come Bright Horses/Waiting For You/Night Raid, brani in cui l’esigenza melodica del cantautore si materializza con grande malinconia. E anche i ciechi dovrebbero avere un sobbalzo sentendo i versi (magnifici) di Sun Forest, pezzo d’immaginario quasi medievale che ricorda i componimenti di François Villon: “Un uomo chiamato Gesù promise che ci avrebbe lasciato / Con una parola in grado di illuminare la notte / Ma le stelle pendono dai fili e si spengono una ad una / E no, non è divertente / Essere qui da soli senza un posto dove stare / Con un uomo impazzito per la sua perdita e un ladro ad ogni angolo / E tutti, tutti appesi a un albero”.

Da un punto di vista squisitamente sonoro, l’album è un’estremizzazione del credo costruito dallo stesso Nick Cave col fido Warren Ellis: un brodo di voci e palpiti quasi senza ritmo (e senza vita, putacaso) – che riportano al più alto Scott Walker e a Robert Wyatt – sublimato dalle straordinarie e insopprimibili incursioni in forma canzone del Nostro, in qualche modo ribelli a se stesse. Proprio un accenno di percussione chiude la prima parte di “Ghosteen”: giusto un alito, un battito, un respiro (Leviathan). Ed è subito presente.

Le due lunghe composizioni che completano il disco (i dischi), intermezzate dai tre minuti di Fireflies, sono la classica messa (laica?) che in sede live cancellerà ogni scetticismo di redenzione, come solo il reverendo Cave sa fare. Hollywood, poi, lascia abbastanza senza fiato, chiudendo il cerchio delle liriche col perentorio: “Everybody’s losing someone / It’s a long way to find peace of mind / And I’m just waiting now for my time to come / And I’m just waiting now, for peace to come”.

Meno denso per volontà di scrittura al precedente “Skeleton Tree” (2016) – che simboleggiava in un certo senso lo schiaffo immediato, il brusco risveglio – “Ghosteen” sigilla un trittico cominciato con diversissime premesse sei anni fa e destinato a restare. Qualcosa paga, certamente, la sua non indifferente durata e lo sforzo che comunque richiede all’ascoltatore per immergersi in questa valle di lacrime. Ma parliamoci chiaro. Arthur è morto, Nick è vivo. Arthur è morto, Nick è vivo, noi siamo vivi. E una delle cose per le quali vale la pena essere grati: è avere la fortuna di essere suoi contemporanei.

(2019, Ghosteen Ltd)

DISCO 1
01 Spinning Song
02 Bright Horses
03 Waiting For You
04 Night Raid
05 Sun Forest
06 Galleon Ship
07 Ghosteen Speaks
08 Leviathan

DISCO 2
01 Ghosteen
02 Fireflies
03 Hollywood

IN BREVE: 4,5/5

Michele Leonardi
Michele Leonardi è nato. Vive, persino; da qualche parte. Per il resto, si affida momentaneamente a Sereni: “Nulla nessuno in nessun luogo mai”.