Paramore – After Laughter

Quando fare qualcosa non ti riesce proprio, le possibilità che hai sono due: incaponirti fino a rasentare il ridicolo, oppure cambiare obiettivo. I Paramore c’hanno messo un po’, ma sembrano finalmente aver capito che fare i rocker alternativi non è mai stato il loro mestiere e verosimilmente mai lo sarà, nonostante le vagonate di milioni di seguaci social che direbbero il contrario su quanto fatto finora.

Hayley Williams e i suoi, così, nei quattro anni intercorsi fra il precedente omonimo lavoro del 2013 e questo After Laughter devono essersi fatti un esame di coscienza che li ha portati a cambiare drasticamente rotta, orientandosi su un sound che pare esaltarli e che potrebbe rivelarsi la miglior scelta artistica della loro vita. Per questo loro quinto lavoro i tre americani virano in direzione degli anni ’80, quelli della Madonna tropicaleggiante di “True Blue”, quelli di un synthpop patinato che aggiornato ai nostri giorni sfrutta in proprio favore ogni possibile requisito tecnologico.

Già il singolo Hard Times era stato una dichiarazione d’intenti piuttosto esplicita, ed è su quella strada che si sviluppa l’intero album, con le successive Rose-Colored Boy e Told You So che sembrano un tutt’uno col brano d’apertura. Il disco perde però subito intensità, annaspando in roba melensa come Forgiveness e arrivando pure a una wannabe ballata acustica come 26, così che la spinta della nuova verve eighties dei Paramore ne esce fuori azzoppata.

La vena emo è l’unica costante col passato con lyrics banalotte e apparentemente depresse, di quelle a presa rapida nello zoccolo duro delle high school (basta dare uno sguardo ai titoli delle tracce per farsene rapidamente un’idea). Avessero dato un taglio anche a queste staremmo qui a parlare di un’altra band e la cosa avrebbe anche potuto farsi interessante. Ma non si può avere tutto, conviene accontentarsi e apprezzare che intanto abbiano smesso di accanirsi sulle chitarre.

(2017, Fueled By Ramen / Atlantic)

01 Hard Times
02 Rose-Colored Boy
03 Told You So
04 Forgiveness
05 Fake Happy
06 26
07 Pool
08 Grudges
09 Caught In The Middle
10 Idle Worship
11 No Friend
12 Tell Me How

IN BREVE: 2/5

A proposito dell'autore

Emanuele Brunetto

Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.

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