Piroshka – Brickbat

La fugace reunion dei Lush avvenuta a cavallo tra 2015 e 2016 ha lasciato in eredità, oltre che una più recente finestrella sull’universo shoegaze, anche un nuovo supergruppo chiamato Piroshka e cui hanno aderito Miki Berenyi (dei Lush, per l’appunto), Kevin McKillip (Moose), Mike Conroy (Modern English) e Justin Welch (Elastica e ancora Lush). Tutti personaggi che, in un modo o nell’altro, hanno segnato il sound made in UK dell’ultimo decennio del Novecento.

L’occasione per rimettersi in carreggiata con un nuovo progetto l’ha data inevitabilmente la Brexit che, un po’ come lo spauracchio Trump dall’altro lato dell’Oceano, negli ultimi anni ha fagocitato e continua ancora a fagocitare le attenzioni degli artisti più inclini alle analisi sociali. Brickbat, questo il titolo del loro debutto, riflette in maniera piccata sulla deriva della politica estera inglese (vedi l’iniziale This Must Be Bedlam o What’s Next?), lasciando intravedere una presa di posizione sincera e genuina ma il cui svolgimento, a dirla tutta, avrebbe potuto essere un tantino meno didascalico vista la maturità dei musicisti coinvolti.

Se il fil rouge concettuale del disco risulta apprezzabile senza però sorprendere, è dal punto di vista degli incroci stilistici che “Brickbat” si fa valere: lo shoegaze di casa Lush e dei pionieri Moose, ben rappresentato dalla soddisfacente prova vocale della Berenyi e dalla chitarra tagliente di McKillip, s’incastra spesso e bene con l’incedere post punk dei Modern English di Conroy, partorendo una manciata di episodi convincenti come Hated By The Power That Be, Heartbeats ed Everlastingly Yours.

“Brickbat” non passerà alla storia come chissà quale manifesto politico e aggiungerà poco o nulla alle rispettive parabole artistiche di Berenyi, McKillip, Conroy e Welch, ma si fa ascoltare con leggerezza proprio in quei passaggi che sulla carta avrebbero potuto essere quelli deboli dell’album perché slegati del concept di fondo, ma che invece si oppongono degnamente a quel po’ di noia che si fa avanti durante l’ascolto del disco.

(2019, Bella Union)

01 This Must Be Bedlam
02 Village Of The Damned
03 Never Enough
04 Blameless
05 What’s Next?
06 Hated By The Powers That Be
07 Run For Your Life
08 Heartbeats
09 Everlastingly Yours
10 She’s Unreal

IN BREVE: 3/5