Home RECENSIONI Public Image Ltd – What The World Needs Now…

Public Image Ltd – What The World Needs Now…

whattheworldneedsnowNel 2015 un personaggio come John Lydon è una delle maggiori certezze che ci si può augurare. Troppo furbo e scafato per perdersi in robaccia che abbassi drasticamente il livello della sua carriera, ma anche per cambiare repentinamente registro alla soglia dei 60 anni rischiando di rovinare una pagella che non conta finora clamorose insufficienze. In pratica Lydon continua a fare quello che sa fare, da sempre e ci auguriamo per sempre.

Questo What The World Needs Now…, decimo tassello inciso da Lydon sotto l’ormai storica sigla dei Public Image Ltd (il secondo post reunion dopo “This Is PiL” del 2012), così non sorprende neanche un po’, trasuda il carattere dell’ex frontman dei Sex Pistols da ogni nota e della furbizia di cui sopra ne fa vessillo e, perché no, motivo di vanto.

Double Trouble, ad esempio, singolo di lancio del disco nonché brano d’apertura, ha una firma in calce che più chiara non si può, punk marcissimo traghettato nelle decadi successive come i PiL hanno insegnato. Il basso in primo piano di Bettie Page e Whole Life Time è anch’esso materiale di repertorio della casa, così come l’incedere dub/reggae del binomio The One / Big Blue Sky o le leggere variazioni sul tema rappresentate dalla rockeggiante Know How o dalle sferragliate chitarristiche di Corporate. Nulla di nuovo o sorprendente, affatto, ma a farlo con questa schiettezza non ci riuscirebbero comunque in molti.

Non è questo un album che potrà far digerire il lydon-pensiero a chi non lo apprezzava prima, né fulminerà alcuno fra coloro che lo apprezzavano già, ma tiene viva e vegeta una leggenda senza deturparne i contorni, che di questi tempi non è poco.

(2015, PiL Official)

01 Double Trouble
02 Know Now
03 Bettie Page
04 C’est La Vie
05 Spice Of Choice
06 The One
07 Big Blue Sky
08 Whole Life Time
09 I’m Not Satisfied
10 Corporate
11 Shoom

IN BREVE: 3/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.