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Ride – Tomorrow’s Shore EP

L’avevamo detto l’anno scorso, parlando del loro ottimo ritorno discografico “Weather Diaries”, di come i Ride fossero stati uno dei migliori – se non il migliore in assoluto – come back della vecchia scuola shoegaze, manifestando mestiere, consapevolezza della propria storia ma anche freschezza e un sound attualizzato a dovere, nonostante i numerosi anni di stallo. L’EP Tomorrow’s Shore, così, non fa altro che confermare l’impressione avuta, rafforzandola dove possibile.

Quattro brani per neanche venti minuti, provenienti dalle session che hanno dato vita a “Weather Diaries” e poi – chissà perché, vista la qualità – scartati dalla tracklist del disco. L’indiscutibile meraviglia cui continuiamo qui ad assistere testimonia che, se i My Bloody Valentine sono tornati concentrandosi (bene) sulla propria natura e gli Slowdive lo hanno invece fatto riprendendo (benissimo) da dove avevano lasciato, i Ride si sono (superbamente) riciclati percependo per primi, fra i grandi dello shoegaze, in che direzione dovessero andare sogno e realtà per far sì che il loro ritorno non fosse solo il soddisfacente pasto dei retromaniaci.

La semplicità pop di Pulsar (in orbita Empire Of The Sun, gente che non sbaglia un colpo) e Keep It Surreal ci ricorda come per i Ride le melodie siano sempre state tutto, mentre Cold Water People è un’altra testimonianza dell’apporto in fase di produzione di Erol Alkan, che mette a disposizione di Andy Bell e i suoi una perizia nella modulazione dell’elettronica che i Ride difficilmente avrebbero potuto raggiungere cercandola al proprio interno. E poi c’è Catch You Dreaming, sei minuti di sintetiche divagazioni dream pop in cui i Ride smettono di essere i Ride, tracciando un sentiero luminoso che se decideranno di seguirlo potrà regalare ancora gemme.

Il tocco psichedelico di “Weather Diaries” c’è anche qui, massiccio, così come il passo indietro delle chitarre e il definitivo slancio dei Ride verso i synth, un passaggio quasi dovuto per stare al passo con chi (vedi i Tame Impala) ha fatto proprio il loro insegnamento di ieri affermandosi nell’oggi. Un oggi che con i Ride di nuovo in circolazione, in questo stato di forma, si fa estremamente interessante.

(2018, Wichita)

01 Pulsar
02 Keep It Surreal
03 Cold Water People
04 Catch You Dreaming

IN BREVE: 3,5/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.