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Rihanna – ANTI

antiPubblicato a sorpresa il 28 Gennaio dopo tanti mesi di anticipazioni rivelatesi poi false (vedi la “FourFiveSeconds” messa in piedi con Kanye West e Paul McCartney o la “Bitch Better Have My Money” dal video/film V.M.), conferme, smentite e cambi di rotta in corso d’opera, era ormai chiaro che l’ottavo lavoro di Rihanna avrebbe riservato consistenti sorprese. ANTI, infatti, è l’album con cui Rihanna smette di essere Rihanna, di sfornare hit, di lasciar decidere ad altri cosa le tocchi cantare, l’album con cui Rihanna riconquista la propria autenticità facendo la musica che le passa per la testa di fare.

Tutto ciò, di per sé auspicabile per ciascun artista, si trasforma nel caso della barbadiana in un pericoloso boomerang che l’ha portata a costruire un disco “anti” per concetto e non soltanto nel titolo, in particolare anti-commerciale nel suo esser concesso gratuitamente su internet il giorno dell’uscita e nel suo non contenere un pezzo che possa davvero essere considerato alla stregua dei precedenti singoli straccia classifiche. Non è tale la Work che ne ha anticipato l’uscita, realizzata insieme a Drake, né nessun altro dei brani di una tracklist eterogenea e dall’ascolto difficile se accostata ai canoni pop internazionali (è sufficiente Woo, con la sua base ai limiti del disturbante, per rendersene conto).

L’oscuro pop sintetico di Desperado la dice lunga sul tenore di un album che per scelta fatta a priori non ha voglia di assecondare niente e nessuno, che vanta colpi di classe come Yeah, I Said It (vicina per stile a FKA Twigs o Kelela) ma anche puntate trap sparse qua e là, che alterna la chitarrina indiepoppeggiante di Never Ending al sound vintage con performance da diva di Love On The Brain o, ancora, ai languori di Higher e Close To You, che fanno tornare indietro a un’altra generazione di voci nere. Nel mezzo trova spazio persino una cover dei Tame Impala, Same Ol’ Mistakes, che non perde la spina dorsale psichedelica dell’originale pur adattata alle caratteristiche vocali di una Rihanna in grande spolvero espressivo.

Nella sostanza, “ANTI” è un lavoro molto vario e per questo un po’ disomogeneo, probabilmente non piacerà più di tanto alla mastodontica fanbase di Rihanna, povero com’è di refrain catchy e melodie accattivanti, ma al contempo potrebbe rappresentare per lei un salto di qualità “artistico” nel vero senso del termine, trasformandola da macchina stampa dollari a macchina che traduce parte di quei dollari in materiale sonoro pregevole.

(2016, Roc Nation / Westbury Road)

01 Consideration (feat. SZA)
02 James Joint
03 Kiss It Better
04 Work (feat. Drake)
05 Desperado
06 Woo
07 Needed Me
08 Yeah, I Said It
09 Same Ol’ Mistakes
10 Never Ending
11 Love On The Brain
12 Higher
13 Close To You

IN BREVE: 3,5/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.