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Rosalía – Los Ángeles

Un incanto. A voler esser patologicamente concisi, la recensione dell’opera prima di Rosalía potrebbe interrompersi qui. Due strumenti: la splendida, strutturatissima chitarra di Raül Refree e la voce della cantautrice spagnola dedita, dice lei, a portare la nobile e antica tradizione del flamenco alle giovani e impreparate orecchie della sua generazione.

Ennesimo, buonissimo esordio al femminile dell’anno 2017 (SZA, Phoebe Bridgers, Bedouine, Alex Lahey) Los Ángeles è un disco intenso, profondamente dedito alle solide radici del genere ma edulcorato, per così dire, dallo strumento canoro della musicista ventitreenne di Barcelona. È come se Rihanna si fosse improvvisamente dedicata al flamenco. L’eccellente singolo De Plata, la lunga e sofferta Dìa 14 De Abril, la breve ma egualmente sanguinaria Que Se Muere Que Se Muere: c’è tutta la letteratura tipica del folclore ivi chiamato in causa, che niente vuole aggiungere in termini meramente lirici, ma che appunto pone sé stessa come tramite tra passato e presente.

L’operazione e l’idea di Rosalía sono vincenti: recuperare stilemi che hanno reso un precisissimo luogo geografico noto e condurli per mano ad un pubblico nuovo. Se in più ci metti lo zampino della Universal, che ha prodotto l’album, il risultato non può che essere nobilitato oltre la propria originaria e pregressa nobiltà. Si è detto proprio all’inizio. Un incanto.

(2017, Universal)

01 Si Tú Supieras Compañero
02 De Plata
03 Nos Quedamos Solitos
04 Catalina
05 Día 14 De Abril
06 Que Se Muere Que Se Muere
07 Por Mi Puerta No La Pasen
08 Te Venero
09 Por Castigarme Tan Fuerte
10 La Hija De Juan Simón
11 El Redentor
12 I See A Darkness

IN BREVE: 4/5

Michele Leonardi
Michele Leonardi è nato. Vive, persino; da qualche parte. Per il resto, si affida momentaneamente a Sereni: “Nulla nessuno in nessun luogo mai”.