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Sightless Pit – Grave Of A Dog

L’anno scorso Kristin Hayter aka Lingua Ignota ha messo a segno con il suo “Caligula” uno dei colpi meglio assestati dell’intero panorama estremo. Il progetto Sightless Pit, così, che la vede prepotentemente coinvolta insieme ad altri due pezzi da novanta pesantissimi come Dylan Walker dei Full Of Hell e Lee Buford dei The Body, non poteva che attirare attenzioni trasversali, così com’è trasversale il pubblico che, soprattutto grazie al disco del 2019, ha iniziato a seguire le gesta di Hayter.

Grave Of A Dog, registrato in un lasso di tempo inaugurato ben prima dell’uscita di “Caligula” e portato a termine praticamente in contemporanea, nasconde tutta la passione per i rumorismi, i respiri industriali e le processioni elettroniche dei protagonisti del progetto, messe insieme in maniera forse un po’ disordinata, ma certamente di forte effetto. Perché la nube oscura che avvolge le otto tracce del disco è di quelle complicate da far diradare, densa di rabbia e inzuppata di un liquido corrosivo pronto a cadere giù dal cielo con conseguenze devastanti.

È piuttosto meticciata la proposta dei Sightless Pit: troviamo soundscape à la Boards Of Canada (vedi l’iniziale Kingscorpse) che s’innestato tra classicismi che guardano a volte agli ultimissimi Radiohead (vedi il finale di Violent Rain o i nove minuti conclusivi di Love Is Dead, All Love Is Dead), poi le solite urla da fine del mondo di Hayter (vedi Immersion Dispersal) che, però, sa anche giocare di fioretto quando da novella Diamanda Galás ammorbidisce il tutto (vedi la già citata Violent Rain), evidenziando una versatilità vocale non scontata per chi, come lei, affoga costantemente nel buio.

Come dicevamo, la natura “side” del progetto si sente, manca l’uniformità che tempi e modalità di composizione più canonici (il disco è stato realizzato quasi “a distanza”) gli avrebbero donato, ma non per questo non si scorgono al suo interno spunti interessanti, specie per quanto riguarda le commistioni operate dal trio. Certo è anche, però, che per consentire a Sightless Pit di diventare più di ciò che formalmente è adesso, servirebbe uno sforzo ulteriore all’andare a ripescare demoni di seconda mano.

(2020, Thrill Jockey)

01 Kingscorpse
02 Immersion Dispersal
03 The Ocean Of Mercy
04 Violent Rain
05 Drunk On Marrow
06 Miles Of Chain
07 Whom The Devil Long Sought To Strangle
08 Love Is Dead, All Love Is Dead

IN BREVE: 3/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.