Soundgarden – Live From The Artists Den

Che ormai la legacy sia uno degli aspetti principali del business discografico è un (preoccupante, bisogna ammetterlo) dato di fatto, visto che gli artisti non muovono più un passo senza che questo venga ripreso/registrato (immagazzinando così materiale da rigiocarsi all’occorrenza in futuro) e visto come vengono raschiati i barili del passato fino quasi a bucarli. È evidente: il vecchio, l’archivio, la storia al momento pagano molto più del nuovo.

Proprio nei giorni in cui Kim Thayil è tornato a farsi sentire, svelando una “disputa” con chi gestisce l’eredità di Chris Cornell per ottenere il permesso a lavorare sugli ultimi demo incisi per/con la band dal compianto frontman, i Soundgarden escono con Live From The Artists Den. Quando ci si è trovati al cospetto dei colossi di Seattle difficilmente si è rimasti delusi e questo concerto di due ore e mezza, tenuto dalla band il 17 Febbraio del 2013 al Wiltern Theatre di Los Angeles, ultima data della prima tranche del tour a supporto di “King Animal”, il loro ultimo disco di inediti del 2012, non fa eccezione.

Quei Soundgarden lì, sebbene reduci dall’unico album ordinario di una carriera straordinaria, erano una band che nel 2010 aveva ampiamente ripreso possesso delle proprie enormi potenzialità, semplicemente rimodulandole sull’età matura. Ovviamente è a Cornell che ci riferiamo in modo particolare, visto che l’esplosività dei venti e dei trent’anni non c’era già più, ma la sua voce segnata dal tempo e dalla vita aveva assunto nuove e più profonde sfumature, come dimostrato da un percorso solista in evidente e positiva evoluzione che qualche anno dopo l’avrebbe portato all’ottimo “Higher Truth” (2015).

Così se monoliti come la debordante Jesus Christ Pose non potevano che subire un ridimensionamento in quanto a potenza, è altrove che Cornell mostra di saper padroneggiare il “mezzo” con disarmante nonchalance: è il caso di passaggi come Black Saturday o Blood On The Valley Floor, esternazioni più recenti della band che dal vivo colpiscono e convincono ben più che su disco, contribuendo a far rivalutare al rialzo l’intera attività post reunion dei Soundgarden.

Come sempre in questi casi, oltre alla musica nuda e cruda c’è tanto altro ed è l’edizione super deluxe, quella che necessita l’alienazione di un rene per ottenerne il possesso, a far brillare gli occhi: il concerto in Blue-Ray è il vero must-have dell’intera operazione, una qualità altissima che dà la possibilità di vedere all’opera i Soundgarden quasi meglio che da sotto il palco; in più una mezz’oretta di interviste inedite ai quattro membri della band, i 4 LP, i 2 CD, il libro fotografico e altri condimenti vari ed eventuali. Per un’eredità del genere un sacrificio economico lo si fa quasi a cuor leggero.

(2019, Artists Den Entertainment / Universal)

01 Incessant Mace
02 My Wave
03 Been Away Too Long
04 Worse Dreams
05 Jesus Christ Pose
06 Flower
07 Taree
08 Spoonman
09 By Crooked Steps
10 Blind Dogs
11 Rowing
12 Non-State Actor
13 Drawing Flies
14 Hunted Down
15 Black Saturday
16 Bones Of Birds
17 Blow Up The Outside World
18 Fell On Black Days
19 Burden In My Hand
20 A Thousand Days Before
21 Blood On The Valley Floor
22 Rusty Cage
23 New Damage
24 4th Of July
25 Outshined
26 Black Hole Sun
27 Ty Cobb
28 Slaves & Bulldozers
29 Feedbacchanal

IN BREVE: 4/5