The Dream Syndicate – How Did I Find Myself Here?

I Dream Syndicate sono stati una band di culto degli anni Ottanta, massimi esponenti del movimento Paisley Underground, nato e morto a Los Angeles, che fondava il suo stile sulla riscoperta della psichedelia degli anni Sessanta. In un panorama musicale sempre più orientato al synthpop e all’elettronica, loro fondevano le chitarre jingle jangle dei Byrds con le sonorità ruvide e graffianti dei Velvet Underground e le atmosfere ossessive e ipnotiche di band come i 13th Floor Elevators.

Coraggiosi, per l’epoca. Erano gli outsider, l’underground dell’underground. Eppure la loro influenza è stata forte per le band della scena neo psichedelica californiana degli anni Novanta, come The Brian Jonestown Massacre e The Asteroid No. 4. Ancora più coraggiosi a tornare dopo tanti anni con questo How Did I Find Myself Here?, fedelissimi al loro stile, in un momento in cui le chitarre sono sempre più relegate in un angolo del panorama musicale.

La prima traccia Filter Me Through You, infatti, è un tributo alla “Tell Me When It’s Over” di trentacinque anni prima. L’album prende subito una piega meno sognante e più post punk con Glide e The Circle à la Jesus And Mary Chain e Out Of My Head, piena di distorsioni e riverberi à la Spacemen 3. 80 West e Like Mary sono i brani più “narrativi” del disco, in cui ritroviamo atmosfere e personaggi tipici dell’immaginario americano (vedi alla voce Bob Dylan e Bruce Springsteen): nella prima un uomo viaggia su una highway verso l’ignoto, verso un cambiamento; nella seconda, Mary ha trascorso tutta la vita ad aspettare.

How Did I Find Myself Here dà il titolo all’album ed è il secondo pezzo più rappresentativo del sound della band dopo la già citata 80 West. Come si sono ritrovati a incidere un album dopo ventotto anni dal “Live At Raji’s”, sembra chiedersi Steve Wynn. L’album si chiude con Kendra’s Dream, da Kendra Smith, fondatrice e bassista della band ai tempi di “The Day Of Wine And Roses”, che presta la sua voce a una cavalcata dreamy di sei minuti che suona come un mantra: “It’s a beautiful dream”.

Di solito si è scettici di fronte alle reunion, ma il 2017 è stato un anno fortunato in questo senso: dopo il ritorno di Ride, Slowdive e Jesus And Mary Chain, questa è un’altra reunion che non delude assolutamente. Anzi, quest’album è un bellissimo sogno dall’inizio alla fine.

(2017, Anti-)

01 Filter Me Through You
02 Glide
03 Out Of My Head
04 80 West
05 Like Mary
06 The Circle
07 How Did I Find Myself Here
08 Kendra’s Dream

IN BREVE: 3,5/5

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