Home RECENSIONI Thurston Moore – By The Fire

Thurston Moore – By The Fire

Quel caschetto non l’ha mai abbandonato. Ieri che era rosso, oggi che è color ruggine macchiato di ciocche canute. Thurston Moore è un uomo di sessantadue anni – l’età in cui si acquisisce lo status di anziano – che indossa ancora Converse e fa casino su Instagram. È un “anziano” casinista, naif, radicale, ex ragazzo sonico, un po’ goffo, ancora con la chitarra sul letto. È difficile dire a Thurston di vivere la sua età. Difficile chiedergli qualcosa di diverso che non siano gocce di sudore a scivolare sulle corde di nylon della sua Jazzmaster o una vitalità da teenager.

By The Fire, il suo settimo disco solista, contiene nove pezzi. Lunghissimi, lisergici, tesi e brillanti. Che nascono dalla libertà di un uomo libero. Lo vedi Thurston bere un frullato alla fragola con la compagna Eva nello studio di North London oppure, sempre con lei, cercare affreschi antichi nelle chiese del centro Italia. Libertà, vitalità. Scoperte. Nasce così, ad esempio, Siren, la canzone dedicata alla città di Vasto (e al festival omonimo in cui Thurston ha suonato nel 2016). Dodici minuti di accordi liquidi come onde, di frustate, sale, luci che si specchiano sull’acqua. Una sorta di inno alla pace e monito per tutti quegli uomini stretti in abiti scuri che vivono vite frenetiche. “Luci e ombre di questo luogo (…) – canta Moore – calma ed estasi sul suo viso (…) pelle morbida e splendore estivo”.

Anche il singolo Hashish è un sogno di armonia. L’incedere chitarristico, il ritmo, la pioggia dritta, ci riportano ai Sonic Youth con quella spinta vitale e irriducibile. Nella tracklist spiccano la melanconica Dreamers Work e la scontrosa Calligraphy. E, soprattutto, appassiona la chilometrica Locomotives (ben sedici minuti) con una intro tribale e insistente quasi fosse l’incedere di un treno sui binari. Un disco “a fuoco” si potrebbe dire. Sperimentale, difficile. Ma estremamente libero. Non è un mondo per vecchi finché c’è in giro Thurston Moore.

(2020, Daydream Library)

01 Hashish
02 Cantaloupe
03 Breath
04 Siren
05 Calligraphy
06 Locomotives
07 Dreamers Work
08 They Believe In Love (When They Look At You)
09 Venus

IN BREVE: 3,5/5

Riccardo Marra
Giornalista e autore, scrive per RAI e Mucchio Selvaggio. Qualche volta anche speaker radiofonico e blogger. Fondatore de Il Cibicida.