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Björk: 25 anni di Debut

In un libro pubblicato a Gennaio 2018, David Hewporth tratta il 1971 musicale descrivendo come alcuni album abbiano influenzato i mutamenti sociologici (e viceversa). Per chi abbia letto questo dettagliatissimo manuale post 60s, è impossibile ignorare la quasi totale assenza di album femminili, omissione talmente strana da indurre una delle voci più note di Radio 3 Rai a creare una classifica parallela di album scritti da sole donne nello stesso anno. Un ragionamento quasi identico potrebbe scaturire dal 1993, l’anno di “In Utero” dei Nirvana, “Songs Of Faith And Devotion” dei Depeche Mode, “Pablo Honey” dei Radiohead, “Vs.” dei Pearl Jam, ”Siamese Dream” degli Smashing Pumpkins, ma anche l’anno di “Rid Of Me” di PJ Harvey e di Debut di Björk. Nel luglio del1993 Björk Guðmundsdóttir ha ventisette anni, che rapportati al numero di produzioni musicali già portati a termine (la militanza in Tappi Tíkarrass, KUKL e The Sugarcubes) equivalgono alla maturità sonora di una quarantenne. “Debut” è un esordio più nella forma che nella sostanza (la sua omonima opera prima, datata 1977, fu distribuita solo in Islanda), un insieme di sensazioni vivide, eccitate ed euforiche per un album stilisticamente perfetto che cristallizza la genialità di un’artista al di fuori dei confini islandesi. Cinque furono i singoli estratti da “Debut”: Human Behaviour, un inno techno che rasenta la perfezione, complice il tocco di Nellee Hopper; Venus As A Boy, della quale esiste una rarissima versione mixata da Mick Hucknall; Play Dead, Big Time Sensuality e Violently Happy. Non solo: “Debut” è anche l’album di Like Someone In Love, nella rivisitazione della versione di Chet Baker, considerato dall’artista islandese l’uomo più affascinante dell’universo, e di One Day, tributo all’attesa scandito da una vocalità acuta e quasi infantile. In copertina solo Lei, ritratta in bianco e nero dal francese Jean Baptiste Mondino, inconsapevole del fatto che sarebbe diventata una tra gli artisti più coerenti e innovativi del mondo.

DATA D’USCITA: 5 Luglio 1993
ETICHETTA: One Little Indian / Elektra

Catanese, studi apparentemente molto poco creativi (la Giurisprudenza in realtà dà molto spazio alla fantasia e all'invenzione). Musicopatica per passione, purtroppo non ha ereditato l'eleganza sonora del fratello musicista; in compenso pianifica scelte di vita indossando gli auricolari.

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