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Bruce Springsteen: 35 anni di Nebraska

Gli anni settanta sono finiti e Bruce Springsteen, da poco trentenne, ha già collezionato una serie di traguardi atipici per un artista dell’epoca, ma qualcosa nella sua mente inizia ad andare storto. È diviso tra le sue mille contraddizioni, tra un ego difficile da gestire e la voglia di creare un progetto musicale che dia a tutti la giusta visibilità, tra la velocità di scrittura e la lentezza estenuante in sala di registrazione affinché tutto suoni esattamente come nella sua mente, tra la voglia di una relazione stabile e la sua incapacità di gestione. Non è più sotto la pressione della CBS (la casa discografica minacciava di risolvere il contratto se non avesse superato le vendite previste con “Born To Run”), non ha più difficoltà economiche. È libero ma ancora dominato dalle sue paranoie e dal suo passato. Così, il 3 Gennaio del 1982, in una notte e un giorno, nasce Nebraska: chitarra, armonica, un registratore Teac Tascam multi traccia a quattro piste, un Echoplex Gibson per il mixaggio (circostanze quasi impossibili perché un album registrato in queste modalità venisse messo in commercio). Ne escono 14 tracce cupe, fatte di echi e voci stridule e dolenti che riprendono storie di condannati a morte (Johnny 99), della difficoltà nel dare un significato univoco agli affetti più intimi (My Father’s House), della scelta quasi impossibile tra la salvezza di un familiare e il rispetto della legalità (Highway Petrolman). Contenuti ben lontani dalla spensieratezza sonora e alcune frivolezze che avevano accompagnato Bruce Springsteen fino a quel momento. “Nebraska” sarà inizialmente inciso da tutto il gruppo, ma non uscirà mai in commercio, generando un mistero su una sua versione elettrica (chiamata “Electric Nebraska”), presumibilmente giacente tra gli scaffali della CBS. Quasi come per ogni album di Springsteen, restano fuori un bel po’ di outtakes, tra le quali alcune saranno destinate a “Born In The U.S.A.” (“I’m On Fire”, mai comparsa nella tracklist dell’album e “Dowbound Train”) a eccezione di “Born In The U.S.A.” stessa, la cui versione nebraskiana chiuderà il cofanetto di “Tracks” del 1998. Nonostante, per volontà dello stesso Springsteen, l’album sia stato registrato in mono e non in stereo, parecchie copie di una versione stereo (registrata per indecisione iniziale) furono vendute in Giappone fino al 1999, anno in cui la CBS riuscì a bloccare le ristampe. A “Nebraska” non seguirà nessun tour: l’album riceverà una pubblicità esigua rispetto ai due album precedenti e a quelli successivi e Bruce Springsteen raramente eseguirà dal vivo le versioni originali dell’album, riproponendo alcuni pezzi con arrangiamenti totalmente diversi dalla realtà, restando così una terra di mezzo, un ponte, ciò che è stato, che non è più e che non sarà per lungo tempo.

DATA D’USCITA: 30 Settembre 1982
ETICHETTA: Columbia

Catanese, studi apparentemente molto poco creativi (la Giurisprudenza in realtà dà molto spazio alla fantasia e all'invenzione). Musicopatica per passione, purtroppo non ha ereditato l'eleganza sonora del fratello musicista; in compenso pianifica scelte di vita indossando gli auricolari.

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