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Chemical Brothers: 20 anni di Surrender

Già dalla metà degli anni ’90 i Chemical Brothers avevano contribuito in maniera determinante all’affermazione commerciale della scena elettronica inglese, dando vita insieme a colossi come Prodigy e Fatboy Slim alla cosiddetta big beat, un mischione in cui techno e house andavano a braccetto con elementi caratteristici del rock e della musica nera. Con “Exit Planet Dust” del 1995 Tom Rowlands ed Ed Simons avevano lasciato intravedere il loro potenziale, poi espletato col seguente “Dig Your Own Hole” del 1997, ma è con il terzo capitolo della loro discografica, arrivato a stretto giro già nel ’99, che i fratelli chimici pongono il loro definitivo sigillo sull’elettronica che dal vecchio s’affacciava al nuovo millennio. Sull’onda del devastante singolo He Boy Hey Girl esce così Surrender, in cui i Chemical Brothers dimostrano di saper mettere abilmente insieme spunti provenienti anche da galassie lontane.

Il brano che apre il disco, Music:Response, paga ad esempio pegno ai maestri di tutti Kraftwerk, mentre la beatlesiana Let Forever Be guarda indietro ai quattro dei Liverpool con tanto di featuring di Noel Gallagher, che imperversava con i suoi Oasis proprio sulla scia degli insegnamenti di John, Paul, George e Ringo. Per Out Of Control tirano fuori l’incedere dei New Order e s’affidano di conseguenza a Bernard Sumner, mentre la porzione più trasognata e psichedelica del loro sound si sublima in Asleep From DayDream On, tracce rispettivamente appannaggio di Hope Sandoval dei Mazzy Star e Jonathan Donahue dei Mercury Rev. I riconoscimenti e le vendite ottenute dal disco basterebbero da sole a testimoniarne la rilevanza, ma è stata la storia a rendergli la maggior giustizia possibile, attestando quei Chemical Brothers e il loro terzo lavoro in studio come il miglior ponte possibile tra elettronica e rock, spianando la strada alle evoluzioni che avrebbero poi preso vita nei 2000.

DATA D’USCITA: 21 Giugno 1999
ETICHETTA: Freestyle Dust / Virgin / Astralwerks

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