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#MySong: “These Days”, Nico

These Days
Nico
“Chelsea Girl”, 1967

La vita è un ottovolante: sale che sembra toccare il cielo, poi si proietta in baratri spaventosi. Tutta così: è la sua bellezza, la sua perfidia. Imprevedibile, ondivaga. Ma ci sono momenti in cui il vagone transita su binari orizzontali prima di schizzare verso l’ennesima impennata. Sono le zone d’ombra, gli attimi in cui la vita frena, prende fiato. Sono certi giorni, non sono tanti, ma te li ricordi uno a uno. Nico è una donna verticale. I suoi occhi, garage profondissimi. La sua struttura troppo fiera per i divani peccaminosi di New York. Le piace cantare, le piace recitare. Meno i cunicoli della perdizione. Perché l’arte è luminosa e sa che può illuminare il suo volto pulito ma buio; la droga, invece, è oscurità e se impatta su di lei può portarla alla fine. “Ho smesso di sognare di questi tempi (…) di questi tempi resto seduta su pietre angolari (…) di questi tempi mi trovo a pensare ai cambiamenti e se vedrò mai un’altra autostrada”. Nico cammina per New York, è l’alba. Il mare è bianco. Alcuni violini e un arpeggio di chitarra arrivano dall’attico di un palazzo. In giro si sparge un profumo di burro. “Per favore non sbattermi in faccia i miei fallimenti, non li ho ancora dimenticati” – dice con voce rotta rivolgendosi a una donna bionda con trucco sbavato proprio di fronte allo specchio di un cesso pubblico.

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