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Oasis: 25 anni di (What’s The Story) Morning Glory?

Quale maniera migliore per iniziare a parlare di (What’s The Story) Morning Glory? se non partendo dalle ultime schermaglie dei fratelli Gallagher, così tanto per cambiare. L’ennesima puntata di “Oasisful”, oltre alla svolta negazionista/menefreghista di Noel verso l’uso della mascherina, aveva visto il musicista lanciare un progetto per festeggiare il venticinquesimo anniversario del loro disco più importante che, oltre all’edizione limitata, gadgets vari e video ufficiali su YouTube, prevedeva la pubblicazione sulla stessa piattaforma di un’intervista nuova di zecca al chitarrista nei Rockfield Studios, in cui venne registrato l’album.

Alla domanda di un fan su Twitter, inerente a un suo possibile coinvolgimento, Liam aveva risposto: “Non mi è stato chiesto di partecipare, i fottuti cowboy vorranno solo ‘la patata’ (alias Noel) che per me va bene, perché risponderò alle vostre domande quotidianamente. Non c’è bisogno di farne un dramma”. È ormai chiaro a chiunque che qualunque accidente possa succedere, dal Covid-19 agli asteroidi a chissà cos’altro, niente e nessuno riuscirà a far riunire gli Oasis, nemmeno virtualmente o anche solo per sbaglio.

E pensare che soltanto venticinque anni fa, anziché farsi i dispetti sui social, con il semplice verso “So I start a revolution from my bed” contenuto in quel piccolo capolavoro che è Don’t Look Back In Anger,primo brano a cui ha prestato la voce Noel, la band di Manchester una piccola rivoluzione la stava facendo per davvero. Fu un susseguirsi di successi indimenticabili, dal primo singolo estratto Some Might Say, che fece balzare il gruppo mancuniano in testa alla classifica delle vendite per la prima volta e il cui testo originale, scritto su un foglio di block notes, è conservato come una reliquia all’Hard Rock Cafe di Parigi; all’enigmatica e sentimentale Wonderwall, fino alla più psichedelica Champagne Supernova,a cui contribuì anche Paul Weller in qualità di corista e chitarrista, e l’esplosiva Morning Glory.

Com’è noto, in quel caso mediatico che fu “The Battle Of Britpop”, Roll With It venne battuta per numero di vendite dal singolo “Country House” dei Blur, ma i risultati ottenuti dai due album che li contenevano furono ben differenti e non lasciarono alcun dubbio. In tutto ciò non si possono dimenticare la coinvolgente Hello, che reca come coautore Gary Glitte, poiché risultata molto simile alla sua “Hello, I’m Back Again”, i riff di chitarra di Hey Now!, la beatlesiana She’s Electric, la bellissima dedica a Richard Ashcroft Cast No Shadow, ultima canzone a essere stata scritta, e i due brevi intermezzi strumentali The Swamp Song 1 e 2.

Mille influenze – anche a causa dell’uso di droghe – e riferimenti testuali trovati chissà come e dove, erano gli Oasis all’apice della loro creatività (in particolare Noel, in quanto principale compositore): la magia e la potenza di questi brani dai molteplici significati sta proprio nel fatto che l’ascoltatore possa interpretarli come preferisce.Qualunque cosa stravagante possano inventarsi i Gallagher dal giorno alla notte, fortunatamente nulla potrà mai cambiare ciò che è stato ed è “(What’s the Story) Morning Glory?”, il più grande successo degli Oasis, album simbolo del movimento britpop, nonché uno dei più belli degli anni Novanta e della storia della musica in generale.

DATA D’USCITA: 2 Ottobre 1995
ETICHETTA: Creation

Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, fotografia e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.

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