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Dave Gahan & Soulsavers @ Fabrique, Milano (04/11/2015)

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È successo tutto molto velocemente: la pubblicazione del singolo di lancio, poi l’annuncio delle sei selezionatissime date dal vivo, l’uscita dell’album e infine le date stesse. Fin troppo velocemente per una produzione che vede un pezzo da novanta come Dave Gahan al timone. Eppure è andato tutto per il verso giusto, forse anche meglio di quanto ci si potesse aspettare, in primis perché “Angels & Ghosts” s’è rivelato un lavoro a dir poco superbo.

La data del Fabrique è, ovviamente, l’unica per l’Italia, nonché ultima di una serie che prima ha visto susseguirsi Los Angeles, New York, Londra, Berlino e Parigi. Inevitabile il sold out, con il locale talmente pieno che anche un ago avrebbe avuto difficoltà a incunearsi fra la gente. Il pubblico accorso è – mettiamola così – “diversamente adolescente”, con lo spettro dei Depeche Mode che aleggia tutt’intorno a ricordare come ci si trovi al cospetto di uno dei frontman più espressivi e carismatici che abbiano mai calcato un palcoscenico.

In perfetto orario Dave Gahan & Soulsavers fanno il loro ingresso, ma ovviamente il singer inglese (in completo scuro con giacca grigia) e il team di producer non sono soli: con loro una corposa band che comprende, fra gli altri, un coro gospel di tre elementi che dà profondità ai brani nella veste live come la dà su disco. La setlist non è una novità, messa a punto una volta e ripetuta per ciascuna data, comprendendo brani estratti tanto dal nuovo album quanto dal precedente “The Light The Dead See” del 2012, prima volta in cui quest’esplosiva combo aveva dato i suoi frutti.

Ci mette appena un paio di pezzi Gahan prima di tirare via la giacca e far saltare qualche bottone della camicia, giusto il tempo di In The Morning e di quella Shine che apre “Angels & Ghosts” e che anche qui si conferma uno degli episodi più convincenti, al pari di Tempted. Le movenze sensuali del frontman infiammano e non poco la platea femminile, seppure la presenza scenica non sia paragonabile a quella sfoderata dal vivo con i Depeche Mode. Ma qui è tutt’altra storia, basta molto meno per possedere comunque il palco, basta un’impeccabile performance da crooner che in Presence Of God e Don’t Cry ha i suoi apici, bastano un singolo azzeccatissimo (e già conosciuto a memoria dal pubblico) come All Of This And Nothing e quella scurissima invocazione che è My Sun.

Pochissime le parole spese da Gahan, un paio di ringraziamenti e nulla più fino all’encore, riservato alla continuità: ci sono Kingdom e Dirty Sticky Floors, estratte dai due lavori da solista dell’inglese (rispettivamente da “Hourglass” del 2007 e “Paper Monsters” del 2003), ci sono soprattutto Condemnation e Walking In My Shoes, il tributo ai Depeche Mode che ciascun presente sperava in cuor suo di ottenere.

Anche in questa data milanese (avevamo già dato una sbirciata ai video delle tappe precedenti sparsi in rete) il connubio Dave Gahan / Soulsavers si conferma per la voce dei Depeche Mode un’ottima via di fuga dalla band madre ma non solo, mette in mostra aspetti diversi della sua complessa personalità artistica sfatando una volta per tutte le dicerie sul suo non riuscire a partorire nulla di convincente se orfano di Martin Gore. La sensazione, visti i riscontri ottenuti, è che nel prossimo futuro potrebbero esserci dell’altro in programma.

SETLIST: In The Morning – Shine – You Owe Me – Tempted – Tonight – All Of This And Nothing – Presence Of God – Just Try – Don’t Cry – The Last Time – Take Me Back Home – My Sun —encore— Kingdom – Dirty Sticky Floors – Condemnation – Walking In My Shoes

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