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Russian Circles @ Santeria Social Club, Milano (04/03/2017)

L’anno scorso con “Guidance” i Russian Circles hanno celebrato nel migliore dei modi possibili il loro decennale, dando alle stampe quello che è da considerare con ogni probabilità il miglior lavoro della loro discografia. Sono una band matura i tre di Chicago, abili nel giocare coi climax e con le esplosioni in modo da stare perfettamente a cavallo fra il mondo rock e quello metal, sempre nella declinazione post. Il mini tour italiano di questo inizio Marzo, così, era l’occasione giusta per tastare con mano la resa live dei nuovi brani.

Ad aprire c’è un altro trio americano, i Cloakroom: il loro è un post hardcore piuttosto melodico che di tanto in tanto vira su puntate shoegaze e stoner. Un set breve ma d’effetto, che si fa apprezzare in modo particolare per le rasoiate che la chitarra di Doyle Martin infligge ai pezzi.

Mike Sullivan, Brian Cook e Dave Turncrantz si palesano puntuali sul palco della Santeria Social Club, giusto un paio di minuti di check e si parte. Come consuetudine per i Russian Circles dal vivo i brani vengono dilatati, con i nuovi Asa, Vorel, Afrika e Mota a fare da colonna vertebrale della setlist. Se su disco saltano per prime all’orecchio le trame della sei corde di Sullivan, dal vivo queste risultano leggermente sacrificate in favore del granito del basso di Cook, che non si fa pregare affatto quando gli viene chiesto di pestare.

Gli intervalli fra un pezzo e l’altro sono brevissimi, quasi nulli, così che i Russian Circles possano fare una sorta di excursus senza soluzione di continuità all’interno della propria discografia, pescando Deficit e 1777 dal precedente “Memorial” (2013), 309 e Mlàdek da “Empros” (2011), Harper Lewis e l’unico encore Youngblood da “Station” (2008). Alla fine le orecchie fischiano un po’, anche perché le influenze più pesanti di “Guidance” hanno finito per influenzare anche i vecchi brani, ma è ormai certo come i Russian Circles siano sempre più gli alfieri di un certo modo ibrido di intendere le cavalcate strumentali.

SETLIST: Asa – Vorel – Deficit – 309 – Afrika – Harper Lewis – 1777 – Mota – Mlàdek —ENCORE— Youngblood

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