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The Warlocks – 09/12/2010 – Roma – Circolo Degli Artisti

In genere quando ascolto una band ci sono tre opzioni di gradimento. Può non piacermi, può – cosa peggiore – risultarmi indifferente, oppure mi entusiasma, anche se aspetto di ascoltarla live per un giudizio finale. Esiste poi una rara quarta via, rappresentata da quegli artisti che fanno in studio le cose talmente bene che risulta impossibile pensare ad un loro concerto scadente. I Warlocks appartengono a quest’ultima privilegiata categoria: la mia recensione potrebbe finire qui, invitandovi a scaricare la discografia di questa straordinaria band. Sarebbe però un delitto di lesa maestà non provare neanche a descrivere questo concerto. Il contesto è decisamente bizzarro: non per la location, tempio del rock indipendente nella capitale, quanto per la formula della serata. Il Circolo Degli Artisti propone infatti alle 21.00 il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che con i Warlocks c’entrano quanto Simone Pepe con la nazionale italiana di calcio. Sarebbe ingiusto abbozzare una recensione su di loro, posso solo dire di averli ascoltati con piacere ed interesse, con lo spirito di chi attende ad un festival rock il gruppo prediletto, ma non rinuncia a dare un occhiata a ciò che propone prima il cartellone (la differenza con una semplice band di supporto è sostanziale). Alle 23.00, finita l’esibizione di Davide Toffolo e compagni, accade una di quelle cose che rendono speciale ed ineguagliabile il mondo della musica indipendente: guadagno la prima fila, ma la security del Circolo fa uscire tutti i presenti dalla sala per ricontrollare i biglietti (c’era chi aveva pagato per un solo concerto e chi per entrambi). Quando rientro dopo qualche minuto, ecco materializzarsi i Warlocks che suonano in una sala completamente deserta la loro prima canzone della scaletta, incuranti dell’assurdità della situazione. Fosse stato un concerto punk sarebbe stato altamente ridicolo, ma in questo caso, trattandosi di rock psichedelico, la cosa risulta perversamente affascinante. Il collettivo californiano (un basso, una batteria e tre straordinari chitarristi) ha una presenza scenica impressionante: a metà concerto quasi istintivamente indietreggio fino al fondo della sala, per vedere meglio ondeggiare le sagome dei musicisti sul palco. I Warlocks alternano intelligentemente brani maggiormente melodici (il rock ’n’ roll di Shake The Dope Out) ad episodi più acerbi (la strumentale ed interminabile Jam Of The Witches, il blues acido di Caveman Rock), permettendosi il lusso di non eseguire un classico come It’s Just Like Surgery. Ma è con i bis che la serata diventa indimenticabile: Come Save Us è un capolavoro del garage rock, la dolce e rilassante Song For Nico è un autentico inno alla pace dei sensi, che dà al sottoscritto l’effetto di aver bevuto sette vodka lemon, nonostante una sobrietà imposta dalle tre ore di ritorno in auto. A proposito, anche questa parte della serata è stata altamente psichedelica. Ma ne è valsa la pena.


(“Angry Demons” live @ Circolo Degli Artisti, Roma)

A cura di Karol Firrincieli

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