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Anna Calvi – Is This All There Is?

Dopo tre meravigliosi album a stretto giro, il self titled del 2011, “One Breath” del 2014 e “Hunter” del 2018, la carriera di Anna Calvi si è un attimo arenata. Un po’ per questioni private, con la genitorialità che è ovviamente diventata la parte più importante della sua vita, un po’ perché Calvi ha preferito non concentrarsi più su un lavoro che potesse “allungare” la sua discografia per dedicarsi invece a progetti come la colonna sonora di “Peaky Blinders” o, più di recente, alla sua partecipazione alla compilation “HELP(2)” per War Child. Tutta roba di spessore, nessuno si permetterebbe mai di metterlo in dubbio, ma la mancanza di un suo disco si è fatta sentire e continua a farsi sentire anche adesso. Già, perché questo Is This All There Is? è solo un EP. Il primo di quelli che dovrebbero essere tre EP − tutti con un collaboratore diverso per ciascuna traccia − sui temi dell’identità e del cambiamento, ma pur sempre un EP.

Al suo interno troviamo quattro brani, due cover e due inediti. Per quanto riguarda le cover, abbiamo innanzitutto I See A Darkness, per la quale Anna ha collaborato con Mike Hadreas aka Perfume Genius. La reinterpretazione che fanno i due del pezzo, tra i più noti della produzione di Will Oldham aka Bonnie “Prince” Billy, è convincente, perché mantiene il mood dell’originale aggiungendo una personalizzazione che passa soprattutto dal piglio più sintetico che si confà a Perfume Genius e dalla chitarra più presente appannaggio di Calvi. La seconda è se possibile ancora più particolare e sorprendente: in Computer Love, infatti, Calvi riprende insieme a Laurie Anderson il lavoro dei Kraftwerk, con lo spoken di Anderson che si staglia glaciale nel climax ai limiti dell’operistico imbastito da Calvi.

Gli inediti ci regalano invece la prestigiosissima collaborazione con Iggy Pop in God’s Lonely Man, una cavalcata blueseggiata in cui le voci di Anna e Iggy si inseguono senza mai raggiungersi davvero, in un incastro/contrasto perfetto tra quella più delicata e suadente di lei e l’altra greve e notturna di lui. Il secondo è invece la title track, in cui compare Matt Berninger dei The National. Qui ci troviamo davanti a un brano decisamente più classico e più vicino alla passata produzione di Anna Calvi, una ballad dalla sezione ritmica marcata in cui Anna e Matt danno vita a un botta e risposta che scorre molto più fluido e armonico rispetto a quello con Iggy Pop, anche perché i mondi di riferimento di Anna e Matt sono sensibilmente più vicini e assimilabili per ispirazione.

Come sempre il lavoro svolto da Anna Calvi è anche qui di altissimo spessore (dopotutto è pur sempre una delle migliori songwriter in circolazione), per la ricerca musicale, per la scelta tutt’altro che banale delle cover da trattare, così come per gli ospiti da chiamare a collaborare con lei (che non è affatto nuova a questo tipo di sinergie), quindi ben venga questo trittico di EP se anche i prossimi due riusciranno − e al riguardo siamo abbastanza sicuri − a mantenere il livello qualitativo raggiunto con “Is This All There Is?”. Certo è anche, però, che un dischetto nuovo da aggiungere ad “Hunter”, anche breve, ce lo meriteremmo dopo ormai otto anni di attesa, no?

2026 | Domino

IN BREVE: 3,5/5

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