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Dendritic Arbor – Romantic Love

romanticloveLa sperimentazione già di per sé porta spesso a scontri fra generi diversi, ma si trova sempre un punto d’incontro, una deriva o un confronto, ma quando c’è di mezzo il veleno satanico del black metal e l’offensiva grind le cose si fanno ostiche, dannatamente insidiose.

Ne sa qualcosa – forse di più – il quartetto dei Dendritic Arbor, micidiale combine di quanto sopra descritto che da Pittsburgh lancia il proprio anathema con Romantic Love (eufemismo puro), sette lapidazioni sonore che si scatenano come una rabbia incontrollata, regno “ultracore” che manifesta una malignità perversa e selvaggia, quasi un punto di non ritorno imbestialito. Tutto è estremo, come estremi sono i bandoli tecnici di invidiabile maestria, poi distorsori, odori di sangue rappreso, pelli scorticate e tutto quanto può fare malvagità tagliente gira indisturbato lungo la tracklist, portando l’orecchio ad un “beato malessere” che sa di encomiabile stupendo masochismo.

Tre tracce per l’assaggio, la melodia atonale e pestifera di Blooming Amygdala, la doppia pedaliera a mitragliatrice di Giallo e il doom alieno satanico che infetta a raggio Horizontal Key Vertical Gate. I quattro di Pittsburgh mordono, tenersi alla larga se si vuole arrivare ad ascoltare qualcos’altro domani.

(2015, Grimoire)

01 Murmuration End
02 Blooming Amygdala
03 Horizontal Key Vertical Gate
04 Giallo
05 E-Waste
06 Ceremony Of Dust
07 Pestiferous Disease Vectoring

IN BREVE: 3/5

Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.

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