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Disturbed – Immortalized

immortalizedI Disturbed mancavano dalle scene da cinque anni ma non ne sentivamo la mancanza. Abituali frequentatori delle vette di Billboard – anche questo nuovo Immortalized è già al numero uno dell’Alternative Chart – i quattro americani continuano a sfornare successi commerciali inversamente proporzionali al coefficiente qualitativo delle proprie canzoni. Alleatisi col produttore Kevin Churko, che ha in curriculum Papa Roach e Shania Twain, i Disturbed piazzano il sesto album in studio senza mettere in discussione nessuno dei dogmi osservati in quindici anni di carriera.

Le canzoni non vanno oltre la soglia dell’intrattenimento, adatte ad adolescenti alle prime eccitanti esperienze con il rock. Andando nel dettaglio, i Disturbed provano a piazzare qualche brano a presa rapida come il tris iniziale Immortalized, The Vengeful One, Open Your Eyes (The Eye Of The Storm è una dispensabile intro) ma nulla ha la potenza catchy di “Stupify”, per citare un loro vecchio successo. L’album vivacchia tra tanta finta energia e brutture del calibro di The Light o di What Are You Waiting For, e non ci soffermiamo troppo sulla cover di The Sound Of Silence di Simon & Garfunkel, tanto ignobile da meritare una denuncia alla buon costume. La pochezza creativa è malamente occultata da una produzione agli steroidi.

Riconoscendo ai Disturbed il pregio d’essere sopravvissuti al decesso di massa del nu metal senza risentirne in termini di vendite, nulla ci esime dal sottolinearne la più assoluta inutilità artistica. “Immortalized” è il consueto disco preconfezionato, studiato a tavolino, sentito e risentito, un’assoluta perdita di tempo.

(2015, Reprise)

01 The Eye Of The Storm
02 Immortalized
03 The Vengeful One
04 Open Your Eyes
05 The Light
06 What Are You Waitin For
07 You’re Mine
08 Who
09 Save Our Last Goodbye
10 Fire It Up
11 The Sound Of Silence
12 Never Wrong
13 Who Taught You How To Hate

IN BREVE: 1,5/5

1 commento

  1. Simpaticamente, secondo me lei ne capisce poco…considerando poi che la cover è stra-piaciuta all’autore dell’originale, beh…la pochezza di questa recensione è clamorosamente dimostrata nel più comico dei paradossi…consiglio studio dei testi e delle armoniche, altrimenti qui ognuno si inventa recensore di cose che non è in grado di capire

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