
Che bravi, i Friko. “Where We’ve Been, Where We Go From Here” (2024) è stato un esordio benedetto, un tuffo al cuore per chi ama l’indie rock americano dalle venature midwest. E infatti le aspettative per questo Something Worth Waiting For (nomen omen?) erano ragionevolmente alte. E non sono state, fortunatamente, disattese. Diventato a tutti gli effetti un quartetto con l’aggiunta nel 2024 del chitarrista Korgan Robb, l’a questo punto ex trio composto da Niko Kapetan, Bailey Minzenberger e David Fuller resta fedelissimo all’identità dichiarata su carta, mantenendo una brillantezza non comune in scrittura ma aggiungendo layer e complessità mai forzati agli arrangiamenti.
Guess ricorda a suo modo “An Introduction To The Album” degli Hotelier, uno degli incipit più incredibili della storia recente dell’emocore americano, col suo continuo crescendo stratificato. Choo Choo e Seven Degrees, i due brani che hanno anticipato l’uscita dell’opera, raccontano perfettamente la doppia anima elettrica e ballad oriented della band, in quest’ultimo caso anche parecchio debitrice ai Radiohead pre “Kid A”.
Ma forse le vere gemme arrivano giusto un attimo prima: sono Certainty e Hot Air Balloon, dolcissime disperatissime e ispiratissime. Anche se… come ignorare la title track? Ma soprattutto perché? Ancora una volta ci troviamo dinanzi a (nove) belle canzoni piovute dal cielo di quattro ventenni di Chicago che sanno (eccome se lo sanno) il fatto loro. “There’s singers and painters and all / And bands with their pretty songs / I don’t want none of it / No I don’t” – recitano i versi iniziali della già citata Hot Air Balloon. Tranquilli ragazzi. State facendo già molto più di così.
2026 | ATO
IN BREVE: 4/5