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Mogwai – Central Belters

centralbeltersSembra ieri che il post rock entrava nelle nostre vite destrutturando ogni convinzione fino a quel momento radicatissima riguardo la musica, il rock, la sacra triade chitarra-basso-batteria e il protagonismo dei frontman. Sembra ieri che una band come i Mogwai cominciava a farsi portavoce di quel nuovo modo chitarristico, sferzante ma anche tremendamente atmosferico ed emozionale d’intenderlo, quel rock. Invece sono passati 20 anni e i Mogwai pubblicano ancora dischi e progetti vari ed eventuali con costanza e senza mai guardarsi troppo indietro.

Quale occasione migliore delle doppia decade d’attività per tirare un attimo le somme di una discografia fra le più significative a cavallo dei due millenni? Così ecco questo Central Belters, compilation in triplo CD (o nel mastodontico formato in sei LP) che ripercorre l’intera carriera degli scozzesi senza tralasciare alcuna delle loro pubblicazioni.

Per quanto un greatest hits non possa mai rappresentare chissà quale sorpresa, “Central Belters” ha nella sua stessa forma un inequivocabile punto di forza, perfetto quadro di ciò che la band è ed è stata e di come sia cambiata essa stessa nei lustri, ammodernando la propria proposta e facendo tira e molla con necessità commerciali sempre più pressanti. La tracklist, infatti, ripercorre in perfetta cronologia i 20 anni, regalando – soprattutto se ascoltata in sequenza e senza interruzioni – un significativo spaccato dell’esperienza Mogwai.

Dagli esordi con “Young Team” e fino all’ultimo “Rave Tapes” (ma in realtà si arriva anche più in là con l’EP “Music Industry 3. Fitness Industry 1.”), il percorso è quello di una formazione che ha saputo essere viscerale e ostica salvo poi alleggerirsi pian piano, con l’introduzione sempre più frequente delle voci e l’apertura verso un’elettronica che ha mantenuto i Mogwai al passo con i tempi pur senza snaturarli.

Le musiche per il cinema, le derive ambientali, i singoli concisi e le lunghe suite strumentali, un enorme campionario sonoro condensato in oltre tre ore e mezza, un viaggio sonico sospeso nel tempo che non può non far ricredere anche i più scettici sull’importanza storica degli scozzesi. Massimo dei voti, con lode, alla carriera prima che alla raccolta.

(2015, Rock Action)

CD 1
01 Summer
02 Helicon 1
03 CODY
04 Christmas Steps
05 I Know You Are But What Am I?
06 Hunted By A Freak
07 Stanley Kubrick
08 Take Me Somewhere Nice
09 2 Rights Make 1 Wrong
10 Mogwai Fear Satan

CD 2
01 Auto Rock
02 Travel Is Dangerous
03 Friend Of The Night
04 We’re No Here
05 I’m Jim Morrison, I’m Dead
06 The Sun Smells Too Loud
07 Batcat
08 Mexican Grand Prix
09 Rano Pano
10 How To Be A Werewolf
11 Wizard Motor
12 Remurdered
13 The Lord Is Out Of Control
14 Teenage Exorcists

CD 3
01 Hugh Dallas
02 Half Time
03 Burn Girl Prom Queen
04 Devil Rides
05 Hasenheide
06 Tell Everybody That I Love Them
07 Earth Division
08 Hungry Face
09 D To E
10 My Father My King

IN BREVE: 5/5

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