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Morrissey – Low In High School

Partiamo da una premessa, magari scontata in tale contesto, ma doverosa: recensire e dare un voto a un artista come Morrissey è veramente un’impresa ardua, soprattutto quando il disco di cui ci si va ad occupare non è propriamente un capolavoro.

Parliamoci chiaro, non si tratta di un disco brutto, ma Low In High School non è certamente “Viva Hate” (1988), “Your Arsenal” (1992) o “Vauxhall And I” (1994), ma non è nemmeno “Maladjusted” (1997) o “You Are The Quarry” (2004), giusto per rimanere all’opera solista e non scomodare i fasti degli Smiths. “Low In High School”, però, è un album onesto in cui Morrissey si mostra per quello che è oggi e lo fa con un piglio deciso, a volte quasi arrogante, ma sempre in modo elegante e con il suo inconfondibile stile.

Il vero problema è che né Gustavo Manzur né Jesse Tobias (i principali autori delle musiche) sono Alain White o Stephen Street. Come suoni non ci si discosta troppo dal precedente “World Peace Is None Of Your Business” (2014), merito o colpa dell’energica band (forse fin troppo). Sinceramente appare preferibile il Morrissey meno rock, quello con meno distorsori, meno effetti speciali e più canzoni.

Tanto che i brani più riusciti risultano essere quelli che più si discostano dal suono dato al disco: il singolo Spent The Day In Bed (bello anche il video con il mitico Joey Barton), il tango di The Girl Of Tel-Aviv Who Wouldn’t Kneel e All The Young People Must Fall In Love, che ricorda un po’ Lou Reed. In mezzo ci sono alcuni pezzi di una bruttezza imbarazzante come I Bury The Living o Who Will Protect Us From The Police? e altri che poco o nulla aggiungono a una carriera come quella del Moz.

Adesso potremmo anche tirarla per le lunghe analizzando i testi e farcendo il tutto con una buona dose di gossip, con le dichiarazioni recenti e quelle meno recenti che sicuramente avrete già letto, ma la cosa non sposterebbe il giudizio su “Low In High School”: un lavoro non del tutto negativo ma lontano anni luce dai dischi precedenti.

(2017, BMG)

01 My Love, I’d Do Anything For You
02 I Wish You Lonely
03 Jacky’s Only Happy When She’s Up On The Stage
04 Home Is A Question Mark
05 Spent The Day In Bed
06 I Bury The Living
07 In Your Lap
08 The Girl From Tel-Aviv Who Wouldn’t Kneel
09 All The Young People Must Fall In Love
10 When You Open Your Legs
11 Who Will Protect Us From The Police?
12 Israel

IN BREVE: 3/5

1 commento

  1. Però non hai citato la splendida When you open your lega e la struggente Home is a Question Mark. Dagli un’altra chance: ascoltalo ancora e ancora.

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