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NewDad – Banshee

Piovono paragoni importanti sulle teste dei giovani NewDad, quartetto indie pop irlandese: si parla dei più recenti Just Mustard fino a Cure, Pixies e Slowdive, tra nostalgia e giochi di chiaroscuri fatti di note jangle colorate e atmosfere più rumorose e dark. Ed è con queste ultime che spesso danno il meglio di loro, per accorgersene è sufficiente ascoltare la bassline e le chitarre cristalline e lontane della title track di Banshee, il noise pop ovattato dell’ombrosa Spring e la barriera tra realtà e sogno (o incubo) rappresentata da Thinking Too Much. Ad esse fanno da contraltare Say It, orecchiabile e dinamica, senza particolari pretese, e la conclusiva e leggera Ladybird, che trae ispirazione dall’omonimo film di Greta Gerwig. Al pari del primo EP “Waves” (2021), questo breve capitolo evidenzia le influenze di partenza dei NewDad, che nonostante il loro non troppo celato “lato cover”, restano un progetto interessante da tenere d’occhio, in attesa di poter ascoltare il loro disco d’esordio.

(2022, Fair Youth)

01 Say It
02 Banshee
03 Spring
04 Thinking Too Much
05 Ladybird

IN BREVE: 3/5

Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, fotografia e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.

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