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Portico – Living Fields

livingfieldsMa quanto deve essere noioso un disco di elettronica se per la gran parte del tempo ti canticchi in testa i Guns N’ Roses? Quanto, invero, se non si è nemmeno particolarmente fan dei Guns N’ Roses? I Portico Quartet erano un interessante quartetto jazz di South London, con tre album all’attivo, nomination per il prestigiosissimo Mercury Prize (premio “alternativo” per il miglior album di Regno Unito e Irlanda), coccolati dai critici e apprezzati dal pubblico. Ad un certo punto, decidono un cambio di rotta talmente radicale che, durante un concerto a Rotterdam, il pubblico si rivolta e pretende i soldi indietro, accusando il promoter di aver ingaggiato una band diversa.

Funny how it never felt so good / It’s a feelin’ that I know / I know I’ll never forget / Ooh it was the best time / I can remember – In questo Living Fields sassofoni, contrabbasso, hang drum… andati. Scomparsi. Volatilizzati. Fottuti layer e layer fottuti di sintetizzatori. Batteria? No, drum machine. Strumentali? No, canzoncine elettro-pop malinconiche.

I get up around seven / Get outta bed around nine / And I don’t worry about nuthin’, no / ‘Cause worrin’s a waste of my fucking time – Non si capisce dove siano finiti gli strumenti che questi ragazzi suonavano con perizia e con i quali producevano jazz moderno, interessante e mai e poi mai noioso. Al loro posto ci sono questi tre, al posto del jazz moderno e interessante c’è la copia di una copia di una copia di James Blake. Che poi, a pensarci bene, Blake era di moda qualche anno fa, quindi intempestiva come scelta. La scelta paracula dei vocalist include Joe Newman degli alt-J, Jono McCleery e Jamie Woon, tre voci simili che rendono la monotematicità di arrangiamenti e composizioni un gigantesco mattone nelle palle, pezzi tutti simili avvolti nell’ambient con melodie non particolarmente incisive e suoni già sentiti su trecento album diversi solo quest’anno.

And I can tell you, honey / You can make my money tonight – Forse un tentativo di fare più soldi? Forse un semplice cambio di rotta perché disinteressati al jazz e invece fortemente appassionati di elettronica? Lo scopriremo solo vivendo. Nel frattempo, non ascoltatelo a meno che non abbiate problemi di sonno. Anzi, diremo di più: ascoltate il resto della loro interessante discografia. Anzi, della discografia dei Portico Quartet. – I see standin’ there / You think you’re so cool / Why don’t you just

(2015, Ninja Tune)

01 Living Fields (feat. Jono McCleery)
02 101 (feat. Joe Newman)
03 Where You Are (feat. Jono McCleery)
04 Atacama (feat. Joe Newman)
05 Colour Fading (feat. Jono McCleery)
06 Dissolution
07 Bright Luck (feat. Jono McCleery)
08 Brittle (feat. Joe Newman)
09 Memory Of Newness (feat. Jamie Woon)

IN BREVE: 1,5/5

Reverendo Dudeista, collezionista ossessivo compulsivo, avvocato fallito, musicista fallito. Ha vissuto cento vite, nessuna delle quali interessante. Scrive per Il Cibicida da un numero imprecisato di anni che sarebbe precisato se solo sapesse contare.

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