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So Pitted – Neo

neoNon so se capita anche a voi, ma chi scrive è uno di coloro che, ancora oggi, quando si trova davanti agli occhi la sigla Sub Pop prova una sensazione a metà strada tra le farfalle nello stomaco e quell’agrodolce che si sente in bocca quando torna alla mente il proprio glorioso (o presunto tale) passato. L’etichetta simbolo del grunge nel corso degli anni s’è magistralmente riciclata, allungando la propria ala protettrice su sonorità e mondi fra i più disparati, non sbagliando quasi mai un colpo e mantenendo un profilo altissimo.

Pensate che effetto possa avermi fatto – e può fare su chiunque subisca ancora il fascino Sub Pop – un disco come questo Neo, esordio dei So Pitted, formazione messa da poco sotto contratto dall’etichetta di base a Seattle. Undici tracce per mezz’ora scarsa di durata, un’unica cavalcata di rabbia e cattiveria sonora, archiviata per comodità (e per perizia promozionale) sotto la voce “grunge”, ma che scavando neanche tanto a fondo fa emergere molto altro. Se brani come Cat Scratch e No Nuke Country, ma anche svariati altri passaggi all’interno del disco, riportano direttamente ai Nirvana di “In Utero”, quelli più sporchi e viscerali consigliati dal genio di Steve Albini, è altrove che bisogna individuare l’ingente quantità di ascolti del trio.

Ascolti fondamentalmente 90s, sì, con lo sludge dei Melvins che attanaglia I’m Not Over It e un convulsivo marasma noise a condire per bene una pietanza che ha i suoi bocconi più succulenti in Pay Attention To Me, Woe e Rot In Hell. Ma i So Pitted vanno anche più indietro nel tempo, pescando nel punk/hardcore di Germs e Black Flag per tirarne fuori l’essenza e utilizzarla come rattoppo per gli stracci che vestono Holding The Void, The Sickness e Chop Down That Tree. Oppure incastrano i propri strumenti con sferragliamenti industriali ed effetti robotizzati che rendono Feed Me e Get Out Of My Room uno strano impasto da cui è complicato isolare i singoli ingredienti.

La mentalità dannatamente slacker, l’indole follemente punk, la sezione ritmica che picchia senza criterio e un’urgenza espressiva genuina e viscerale, fanno di questo primo lavoro dei So Pitted un imprescindibile concentrato di minimalismo, ansia, paura, frustrazione e strafottenza. Un album derivativo, è chiaro, ma l’impressione è che più che di una scelta a tavolino si tratti solo di un profondo senso di appartenenza stilistico.

(2016, Sub Pop)

01 Cat Scratch
02 Pay Attention To Me
03 Woe
04 Holding The Void
05 No Nuke Country
06 The Sickness
07 Feed Me
08 I’m Not Over It
09 Rot In Hell
10 Get Out Of My Room
11 Chop Down That Tree

IN BREVE: 4/5

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