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The New Year – Snow

È un po’ prerogativa comune a tutte le formazioni slowcore quella di fregarsene bellamente delle stagioni, andando dritti per la propria strada impregnata sempre e comunque d’autunno piovigginoso. Non è un caso, quindi, che i New Year si palesino nuovamente adesso a distanza di quasi dieci anni dal precedente omonimo lavoro del 2008, adesso che la primavera ha già cominciato a scaldare le membra intirizzite dall’ultimo inverno.

A loro ciò di cui hanno bisogno le nostre membra non sembra interessare affatto e, come fosse passata mezza giornata e non nove anni, riprendono le fila del discorso esattamente da dove lo avevano interrotto. Di più: intitolano questo loro quarto lavoro in studio Snow e stampano una copertina di un grigio tenue che già da solo renderebbe bene le loro intenzioni.

Ancora di più: dei latenti sfoghi indie rock del passato non resta qui pressoché nulla, quella di “Snow” è polvere che s’appiccica fra le pagine di un libro non aperto per anni (Mayday), è indolenza jazzy dai connotati atemporali (The Last Fall), è spirito postrockeggiante che non ha la forza di prendere fuoco (Recent History, The Beast), è un liquore che col freddo fuori ti dà solo un’estemporanea e illusoria vampata di calore (Snow, Myths).

I fratelli Kadane con questo lavoro pongono la pietra angolare del loro stesso modo di concepire la musica (tanto con i New Year quanto con gli altri progetti che li hanno visti protagonisti), rendendosi ancora una volta riconoscibili e azzerando in appena quaranta minuti la distanza fra le proprie produzioni.

(2017, Grand Hotel van Cleef)

01 Mayday
02 Snow
03 Homebody
04 Recent History
05 The Last Fall
06 Myths
07 The Party’s Over
08 Amnesia
09 The Beast
10 Dead And Alive

IN BREVE: 3,5/5

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