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Wavves – V

vOramai lo conoscono tutti questo “fuoriditesta cronico”, i suoi smanettamenti scaleni, le sue manie ossessive e tutte le improbabili incursioni in ogni dove della musica fanno incazzare molti ma fanno divertire altrettanti, un motivo sonoro forsennato e instabile per passarci sopra una bella serata, sbattendosi in danze frenetiche e alzando il gomito oltre il consentito.

Lo strano indie-kid? Ma chi se non lui, Nathan Williams e i suoi Wavves, una combriccola squinternata che suona uno sdogato punk-surf tutto scintille e posture drunken, e l’album in questione è V, undici brani frettolosi e fantasmagorici che comunque fanno “Festa & Bordello”, musica da beach party scalmanato e squadrato senza intellettualismi di sorta ma con chili di argento vivo.

La formazione di San Diego combatte a suon di riff a mitraglia, feeling radiofonico al massimo delle potenzialità, hooks power pop a manetta e sì – diciamolo con franchezza – quel senso ozioso e fannullone di giornate passate sotto il sole a rimorchiare biondone e cavalloni spumanti, un sound da Bay Area di seconda mano che però tiene la sua giusta compagnia per ascolti propensi al relax senza tanti pensieri. Con i Weezer come riferimento, la tracklist bombarda di refrain a stampo come quelli di Way Too Much, Pony, My Head Hurts, Wait e Tarantula: niente di follemente impegnativo, ma move-it fino ad esaurimento scorte.

(2015, Ghost Ramp / Warner)

01 Heavy Metal Detox
02 Way Too Much
03 Pony
04 All The Same
05 My Head Hurts
06 Redlead
07 Heart Attack
08 Flamezesz
09 Wait
10 Tarantula
11 Cry Baby

IN BREVE: 3,5/5

Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.

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