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Dinosaur Jr.: 30 anni di Green Mind

La firma con la major Sire avrebbe potuto essere il punto di svolta per i Dinosaur Jr., oppure un potenziale volo di Icaro, come si rivelò effettivamente per molti gruppi indipendenti che tentarono tale strada. Sfortunatamente le tensioni dell’epoca tra il chitarrista J Mascis e il bassista Lou Barlow ebbero la meglio, e ciò che ne seguì, ovvero Green Mind, può essere considerato di fatto un album solista di Mascis, poiché testi e composizioni sono interamente opera sua e Murph siede alla batteria solo in tre brani, lasciando tutti gli altri al collega Jay Spiegel.

Le chitarre di Don Fleming (che all’occorrenza prese il posto di Barlow anche in qualità di bassista), Joe Harvard e del frontman costituiscono un importante trittico, eterno protagonista del disco, tutto incentrato sulla vita e i sentimenti dei teenagers, tra noise pop, indie e alt rock, impossibile da collocare realmente in un genere specifico, sebbene la major vedesse nella band una possibile nuova stella del grunge.

Ascoltare il quarto lavoro dei Dinosauri è proprio come sfogliare “Almost Grown”, raccolta fotografica di Joseph Szabo, nonché inno all’età dell’adolescenza tra primi amori, desideri e struggimenti: per questo non vi fu scelta più azzeccata di mettere in copertina “Priscilla”, l’iconica bambina con la sigaretta in bocca, immortalata dal fotografo nel 1969.

Si getta nella mischia senza alcuna esitazione la coinvolgente The Wagon, rimanendo impressa nella mente, per poi passare ai ritmi serrati di Puke + Cry e al pop rumoroso e scanzonato di Blowing It, proseguendo ininterrotto con i riff di chitarra di I Live For That Look, per poi riprendere fiato con la chitarra folk della memorabile Flying Cloud. Si alzano nuovamente i toni con How’d You Pin That One on Me, per poi tuffarsi nei riverberi di Water, a cui fanno seguito la sballata (e meno convincente) Muck, le melodie della malinconica Thumb, mentre Green Mind tira le somme, richiamando a livello di sound alcuni brani di “You’re Living All Over Me” (1987) e “Bug” (1988).

Molti attendono ancora adesso il capolavoro definitivo dei Dinosaurs Jr., e in fondo non lo si potrebbe escludere, date le indiscrezioni che vedrebbero Mascis, Barlow e Murph all’opera in sala di registrazione, pronti a sfornare un dodicesimo disco. Per altri, invece, album come “Green Mind”hanno lasciato un segno indelebile, al di là di ogni convenzione, tra pregi e difetti eventuali che hanno fatto dei Dinosauri un unicum che tira sempre dritto per la propria strada e fa ciò che gli va, senza aver necessariamente bisogno di una categoria o di un’etichetta, che sia indie, grunge o chissà cos’altro, a cui render conto.

DATA D’USCITA: 19 Febbraio 1991
ETICHETTA: Blanco y Negro / Sire

Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, fotografia e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.

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