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Dinosaur Jr. – Sweep It Into Space

Abbiamo dovuto attendere per ben cinque anni il seguito del valido e fortunato “Give A Glimpse Of What Yer Not” (2016), ma finalmente Sweep It Into Space è qui e non potremmo esserne più felici. L’eterna e indiscussa protagonista di ogni singolo brano è come sempre la chitarra, qui declinata in sonorità catchy che abbracciano il periodo compreso tra anni Ottanta e Novanta, ovvero quello maggiormente identitario dei Dinosaur Jr., quello dell’eccellente “Bug” (1988) per essere ancor più diretti e precisi.

Gli armonici guitar riff di I Ain’t danno inizio alle danze, seguiti dall’alternanza di toni ruvidi e melodici di I Met The Stones, dove la chitarra elettrica di J Mascis sembra incontrare (e appesantire) effettivamente l’hard rock sound dei Rolling Stones. Scivola via la nostalgica To Be Waiting, verso un crescendo di sonorità più leggere e pop con i bei singoli I Ran Away e Garden: nel primo Kurt Vile ricopre il ruolo di seconda chitarra, oltre che di co-produttore dell’intero disco, mentre il secondo vede Lou Barlow alla voce e incorpora sonorità tipicamente sixties, mescolandole all’alt rock dei primi anni Duemila.

Aumentano la velocità le chitarrine che inseguono le rullate di Murph in Hide Another Round, per lasciare il posto ad And Me, che con quel tocco di acustica nel ritornello rimanda in modo evidente ai Cure di “The Head On The Door” (1985) e “Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me” (1987), da sempre cari ai Dinosauri (indimenticabile la loro cover “loud and noise” di “Just Like Heaven”, versione preferita dello stesso Robert Smith).

I riff elettrici e incalzanti di I Expect It Always e il timido piano di Take It Back, immerso in atmosfere di fine anni Ottanta, conducono al rush finale con la coinvolgente N Say e la genuina Walking To You che rappresenta al meglio, anche attraverso il testo, quel senso di indolenza presente da sempre nei brani della band. Barlow si impossessa nuovamente del microfono per la conclusiva You Wonder, traccia più seria e cupa del disco, nella quale traspare il timore del domani e si ricerca una piccola luce per poterlo illuminare.

“Sweep It Into Space” riprende e propone tutte le caratteristiche, in materia di sound e liriche, che ci hanno fatto innamorare della premiata ditta Mascis-Barlow-Murph, ma senza risultare mai monotono o banale: poco meno di quarantacinque minuti realmente in grado di “spazzare nello spazio” tutte le preoccupazioni e convincere l’ascoltatore ad andare a recuperare le vecchie Vans dal proprio armadio, ovvero tutto ciò di cui avevamo bisogno in questo momento.

(2021, Jagjagwar)

01 I Ain’t
02 I Met The Stones
03 To Be Waiting
04 I Ran Away
05 Garden
06 Hide Another Round
07 And Me
08 I Expect It Always
09 Take It Back
10 N Say
11 Walking To You
12 You Wonder

IN BREVE: 4/5

Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, fotografia e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.

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