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Giovanni Lindo Ferretti @ Teatro Odeon, Catania (20/01/2016)

Photo Credit: Il Cibicida / Michele Leonardi
Photo Credit: Il Cibicida / Michele Leonardi

Le notizie, nella notte catanese del 20 Gennaio 2016, sono due. La prima: c’è Giovanni Lindo Ferretti, in concerto, al Cine Teatro Odeon; erano anni che non si vedeva da queste parti. La seconda: c’è una sala cinematografica piena – quella naturalmente sopra citata – per un evento che non sia il film di Checco Zalone. Roba da far sgranare gli occhi, a certe latitudini, mentre la storia del box office italiano si ridefinisce di Natale in Natale.

L’ex CCCP-CSI-PGR porta in Sicilia il tour “A Cour Contento” per l’Associazione Musicale Etnea: una sorta di greatest hits rivisitato e corretto con sommo gaudio di ogni generazione dagli anni ‘60 in poi. Ad accompagnarlo nell’impresa, Ezio Bonicelli (violino e chitarra elettrica) e Luca A. Rossi (basso, chitarra elettrica), col sostegno di una sezione ritmica interamente campionata che sarà, di qui a fine serata, il principale invito al dibattito per gli astanti. Il dittico Pons Tremolans / Amandoti apre le danze di una prestazione costantemente in salita, a ripercorrere la carriera di un gigante che, quasi immobile sul palco, consolida il suo ruolo iconografico nella storia della musica italiana. Mani in tasca, occhi chiusi, interazione praticamente assente col circondario: Ferretti militante, come sempre nella vita; con quel suo modo di cantare simile più a una voce in filodiffusione sulla piazza. Ferretti immarcescibile pilastro, Ferretti battagliero, sarcastico, monastico. Dona respiro ai capolavori che gli appartengono, da Mi ami? a Radio Kabul, da Annarella a Per me lo so, dall’enorme Cupe Vampe alla conclusiva (solo momentaneamente) Curami.

Ferretti sornione, che abbandona lo stage quando la folla urla «fedeli alla linea!», sorridendo beffardo nel dichiarare ancora che «la linea non c’è». Ferretti teatrante, maschera di se stesso nell’impeto dark di una bellissima Emilia Paranoica, privo di congedi dopo una partecipatissima Spara Jurij. Ferretti, semplicemente Ferretti, al di là delle misere cronache quotidiane. Ferretti traditore, scandaloso, provocatore. Fortunato chi lo vide accanto a Zamboni, Maroccolo, Negri, Canali, Magnelli. Fortunato chi lo vede qui, adesso. Certe bandiere possono anche cambiare. Certe emozioni, sinceramente, si cristallizzano.

SETLIST: Pons Tremolans – Amandoti – Tu menti – Tomorrow – Mi ami? – Oh! Battagliero – And The Radio Plays – Maritima Loca – Radio Kabul – Polvere – Occidente – Cupe vampe – Annarella – Del mondo – Canto eroico – Morire – Barbaro – Per me lo so – Curami —encore— Depressione caspica – Irata – Ombra brada – Emilia Paranoica – Spara Jurij

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