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Moltheni – 26/03/2010 – Catania – Mercati Generali

”Questi dieci anni sono stati bellissimi, addio”. Si congeda così Umberto Giardini alias Moltheni dal pubblico catanese, il pubblico di quella città che lo stesso cantautore marchigiano non ha esitato a definire a più riprese casa sua. Perché è a Catania che Moltheni è nato artisticamente, è a Catania che Francesco Virlinzi l’aveva voluto fortemente per registrare i suoi brani d’esordio, è a Catania che ha raccolto i primi successi. E c’è, ovviamente, anche Catania fra le tappe del tour d’addio di Umberto. Un tour che, a supporto della raccolta “Ingrediente Novus” (2009), ripercorre la decade di vita artistica di uno dei cantautori più sensibili che abbiano mai calcato i palchi italiani. Umberto per l’occasione non si fa mancare nulla, accompagnato on stage da una band di tutto rispetto che rivede in chiave decisamente rock alcuni dei brani più significativi della produzione moltheniana. E, sarà per l’importanza del tour in questione, sarà perché in fondo con l’età si matura, ma il Moltheni che si esibisce ai Mercati Generali di Catania in questo inizio di primavera, è forse il migliore mai visto da queste parti. Qualche problemino tecnico (”scusate, oggi sto suonando praticamente senza spie”, si giustifica Umberto) non scalfisce infatti un set sentitissimo e interpretato in maniera impeccabile. Le tracce che si susseguono sono quelle di “Ingrediente Novus”, e sembrano esser state composte ieri Nutriente (“Natura In Replay”, 1999) o Il bowling o il sesso? (“Fiducia Nel Nulla Migliore”, 2001), quando invece di anni ne sono passati un bel po’. Fiori di carneSuprema (“Splendore Terrore”, 2005), Nella mia bocca (“Toilette Memoria”, 2006) e Corallo (“I Segreti Del Corallo”, 2008), sono solo alcune delle tappe sonore che ripercorrono i passi più importanti della carriera di Moltheni, riarrangiate in una veste che – benché più “pesante” – nulla toglie all’apporto emozionale fornito da Umberto. Moltheni sa che l’occasione è di quelle speciali e non risparmia corde vocali, si affanna sulla propria sei corde acustica e detta i tempi al resto della band, rivolgendosi ai presenti con un timido “molte grazie” alla fine di ciascun pezzo. Tra questi, non mancano neanche i due inediti contenuti nella raccolta: Petalo, già eseguita dal vivo in passato ma mai incisa prima, e Per carità di Stato, brano che presenta Moltheni come mai prima, politico e polemico ma pur sempre “romantico” nonostante il tema trattato. Ed è così con un innegabile nodo in gola che ci si allontana dal palco a fine concerto, perché Umberto l’ha detto chiaro e tondo che qui finisce tutto, ma la speranza che ci ripensi appare ancora più legittima oggi, dopo averlo visto e sentito in questo stato di grazia.


(“Fiori Di Carne” live @ Mercati Generali, Catania)

A cura di Emanuele Brunetto

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