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Weezer – Weezer (Black Album)

Cosa potrebbe accadere se qualcuno proponesse di creare la colonna sonora di un videogame a un supergruppo formato da Good Charlotte, Maroon 5 e Smash Mouth? Niente, probabilmente, se non fosse per una tiepida trepidazione iniziale da parte di un buon numero di fan, seguita poi da un prodotto da ascoltare a tratti, distrattamente e con un po’ di fastidio. Una cosa è certa: l’ascoltatore mediamente indigente starebbe ben attento a non farne un investimento economico.

Questo è brevemente il Black Album dei Weezer, che più che il nuovo album della band californiana sembra un prodotto condensato degli ultimi tre progetti a marchio Weezer, con la malinconia di “Pacific Daydream”, il pop estivo del “White Album” e le visioni nostalgiche di “Teal Album”. Il nuovo lavoro della band di Rivers Cuomo è stato lanciato tramite la piattaforma Fortnite, uno tra i videogame più di successo degli ultimi anni, che all’interno dell’ottava stagione “offriva” la possibilità di raggiungere un’isola – “Weezer World” – in cui tutte le tracce del disco seguivano l’utente durante il gioco.

E probabilmente non è stata una cattiva idea mettere in atto questo genere di strategia: solo in quel contesto di ascolto un po’ distratto, in cui si è impegnati a fare altro, il “Black Album” dei Weezer può trovare il suo habitat naturale. Estrapolato da lì e ascoltato attentamente si è costretti a subire tutta una serie di brutture (l’uso smodato dello humanizer in Can’t Knock The Hustle), cantilene poco attraenti (“Die, die, you zombie bastards / Keep on, blah, blah, blah”, da Zombie Bastards), ballate synthpop dalle atmosfere poco catchy (High As A Kite) di cui, onestamente, non si avvertiva alcun bisogno.

Per carità, non tutto è perduto, a onor di cronaca, come ad esempio la cavalcata timidamente new wave di Too Many Thoughts In My Head, le gradevoli sonorità synthpop di I’m Just Being Honest o ancora Living In L.A. di cui probabilmente la buonanima di Avicii ne avrebbe fatto una piacevole versione mixata, con buona pace degli avventori del Tomorrowland, ma tant’è.

I Weezer sono sempre stati un gruppo che quasi nulla aggiunge e nulla toglie al panorama musicale in cui nuotano da oltre vent’anni, ma indubbiamente risultano inabili a creare quelle sensazioni in grado di penetrare nelle ossa o attaccarsi ai ricordi.

(2019, Crush Music / Atlantic)

01 Can’t Knock The Hustle
02 Zombie Bastards
03 High As A Kite
04 Living In L.A.
05 Piece Of Cake
06 I’m Just Being Honest
07 Too Many Thoughts In My Head
08 The Prince Who Wanted Everything
09 Byzantine
10 California Snow

IN BREVE: 1,5/5

Catanese, studi apparentemente molto poco creativi (la Giurisprudenza in realtà dà molto spazio alla fantasia e all'invenzione). Musicopatica per passione, purtroppo non ha ereditato l'eleganza sonora del fratello musicista; in compenso pianifica scelte di vita indossando gli auricolari.

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