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Pixies: 30 anni di Surfer Rosa

Ammettendo anche che l’orecchio possa, di tanto in tanto, difettare, c’aveva pensato in tempi non sospetti lo stesso Kurt Cobain a confermare come i Pixies e il loro Surfer Rosa fossero stati uno dei fondamentali punti di partenza per la nascita e l’evoluzione dei Nirvana. Aggiungiamo di più: senza i Pixies e senza quel fenomenale esordio sulla lunga distanza (l’anno precedente c’era stato l’EP “Come On Pilgrim”) gran parte dell’alternative degli anni ’90 avrebbe probabilmente intrapreso percorsi differenti. Pochi elementi: una manciata di accordi, la voce stridula di Black Francis, un po’ di distorsioni e refrain incredibilmente a presa rapida per un disco fondamentalmente rumoroso. La mano dietro tutto, poi, è di quelle pesanti, ovvero quello Steve Albini che già ai tempi si distingueva al top dell’ingegneria del suono (e non produttore, come egli stesso ha spesso tenuto a precisare). Albini scova insieme alla band un paio di trovate che contribuiscono al sound epocale del disco, con filtri applicati alle voci e registrazioni effettuate in location non convenzionali, a fare il paio con il sarcasmo caratteristico della band e un’alternanza piano/forte che ha fatto scuola, tra post punk, garage e noise che creano un gorgo ben identificabile e identificato solo nei Pixies.

DATA D’USCITA: 21 Marzo 1988
ETICHETTA: 4AD

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