Anderson .Paak – Oxnard

Forse è giunto il momento di riconoscere ad Anderson .Paak il posto che gli spetta all’interno del panorama della musica black, ma non solo. Se con “Malibu” il losangelino aveva dichiaratamente ripiegato su uno stile più soft, divertente, danzereccio, r’n’b e maledettamente trainante, con il nuovo Oxnard, .Paak sembra avere come obiettivo quello di mostrarci quanto è versatile e capace di passare da un genere all’altro con l’agilità con cui noi cambiamo una canzone con un semplice tap sullo schermo.

Sebbene “Oxnard” segni un importante ritorno del cantante a sonorità più canonicamente appartenenti al mondo del rap (passaggio capitale della Bildung del musicista che, non a caso, decide di chiamare l’album con il nome della sua città d’origine), i ritmi e le atmosfere cambiano di pezzo in pezzo e così a ballate come The Chase si affiancano brani come Mansa Musa, infinitamente più aspra e impreziosita dal featuring di Dr. Dre che è anche produttore del nuovo lavoro di .Paak. Ma ciò che davvero emerge è la grande capacità del rapper di vedere la scrittura e l’interpretazione musicale come un gioco fanciullesco; la stessa gioia che è in grado di portare sul palco durante i suoi live, Anderson .Paak la trasferisce su disco.

L’album risente del richiamo, a volte un po’ troppo esplicito, a sonorità presenti nei precedenti lavori, ma possiamo ben perdonare questa apparente ripetitività in virtù del fatto che “Oxnard” chiude il tris della Beach Series inaugurato con “Venice” e che ha raggiunto il culmine con l’acclamatissimo “Malibu”. Il disco è trainante e spinge dal primo secondo di ascolto, trasportandoci subito nel mondo di Anderson .Paak, fatto di occhiolini, sculettamenti e tanta, tanta qualità musicale che riesce a trascendere le catalogazioni e a sconfinare con agilità nei generi.

Un’attenzione maggiore alla sfera del rap è manifestata in maniera esplicita dalle tante collaborazioni che troviamo nella tracklist e che segnano una sorta di enciclopedia storica del genere, grazie allo spazio riservato a nomi della old school come il già citato Dr. Dre, Snoop Dogg e Q-Tip degli A Tribe Called Quest, oltre ai nomi del presente e del futuro come J Cole e Kendrick Lamar, che affianca il nostro nel singolo di lancio Tints. Con “Oxnard” Anderson .Paak sembra volerci dimostrare come la sua passione per la musica non segua alcun calcolo, affidandosi solo al cuore e al suo sorriso. Il nostro compito è quello di ballare.

(2018, Aftermath)

01 The Chase (feat. Kadhja Bonet)
02 Headlow (feat. Norelle)
03 Tints (feat. Kendrick Lamar)
04 Who R U?
05 6 Summers
06 Saviers Road
07 Smile/Petty
08 Mansa Musa (feat. Dr. Dre & Cocoa Sarai)
09 Brother’s Keeper (feat. Pusha T)
10 Anywhere (feat. Snoop Dogg & The Last Artful, Dodgr)
11 Trippy (feat. J. Cole)
12 Cheers (feat. Q-Tip)
13 Sweet Chick (feat. BJ The Chicago Kid)
14 Left To Right

IN BREVE: 4/5