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Beastie Boys – Hot Sauce Committee Part Two

La logica – e anche la regolare sequenza dei numeri arabi – vorrebbe che prima di un numero “2” ci fosse un numero “1”. I newyorkesi Beastie Boys sono sì avanti, lo sono sempre stati, ma non così tanto da sovvertire queste basilari regole matematiche. Questo Hot Sauce Committee Part Two, infatti, prevedeva un predecessore già nel 2009, ma il cancro che ha colpito Adam “MCA” Yauch proprio quell’anno stravolse tutti i programmi dei tre rapper americani, rimandando a data da destinarsi la pubblicazione del nuovo lavoro. Che arriva in questo maggio 2011 (anche se, tra furti e ripicche della band, è già in giro da un bel po’), ma non col titolo originario di “Part One” bensì come “Part Two” perché, ancora una volta, i Beastie Boys hanno voluto portare avanti il proprio percorso a partire dal titolo, piuttosto che rimanere ancorati a vecchi progetti affondati. Come avevano già lasciato intravedere nel 2007 col precedente “The Mix-Up” (album interamente strumentale che ha fruttato ai tre anche un Grammy), il ritorno alle origini, a quegli anni ’80 che segnarono la nascita e l’affermazione del rap bianco, è la “nuova” direzione intrapresa. A partire dal singolo – nonché prima traccia dell’album – Make Some Noise, passando poi per Tadlock’s Glasses o Here’s A Little Something For Ya, con le voci acide a percuotere incessantemente le basi scratchate. Come di consueto il trio made in NYC non lesina incursioni in altri generi: vedi il reggae di Don’t Play No Game That I Can’t Win, in cui figura l’apporto di Santigold, o l’elettronica di Ok e Funky Donkey o, ancora, l’incedere nu-metal di Too Many Rappers, traccia che si fa forte della collaborazione col collega rapper Nas. Presenti anche quei brevissimi intermezzi dal sapore tanto cinematografico (The Bill Harper Collection, The Larry Routine e The Lisa Lisa / Full Force Routine) che hanno la funzione di condire e legare fra loro le varie parti del disco. E, sempre a proposito di cinema, non sono da sottovalutare né il videoclip del singolo né, soprattutto, “Fight For Your Right (Revisited)”, mediometraggio della durata di 30 minuti creato ad hoc per lanciare l’uscita di “Hot Sauce Committee Part Two”, in cui la band si diverte a scimmiottare se stessa con l’aiuto di una serie di personaggi famosi (Susan Sarandon, Elijah Wood, Jack Black, giusto per citare i principali). Insomma, il canovaccio che i Beastie Boys presentano con questo loro ottavo lavoro è in linea col resto della carriera, magari hanno preferito non giocare a nessun gioco in cui non possono vincere, ma ascoltarli resta pur sempre un piacere.

(2011, Capitol)

01 Make Some Noise
02 Nonstop Disco Powerpack
03 OK
04 Too Many Rappers” [New Reactionaries Version] (feat. Nas)
05 Say It
06 The Bill Harper Collection
07 Don’t Play No Game That I Can’t Win (feat. Santigold)
08 Long Burn the Fire
09 Funky Donkey
10 The Larry Routine
11 Tadlock’s Glasses
12 Lee Majors Come Again
13 Multilateral Nuclear Disarmament
14 Here’s A Little Something For Ya
15 Crazy Ass Shit
16 The Lisa Lisa / Full Force Routine

A cura di Emanuele Brunetto

CATEGORIA: RECENSIONI

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