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Bad Bad Hats – Psychic Reader

psychicreaderUn buon tassello sonoro si aggiunge al mosaico indie pop internazionale, tassello che va a definire la verve sonora e la ancora misconosciuta personalità artistica di questo triangolo di Minneapolis, i Bad Bad Hats, un trio che – con questo loro primo disco completo Psychic Reader – debutta, diciamo “alle grandi masse”, diffondendo uno scandaglio leggero e da gancio immediato del pop, di quello che rassicura e tiene compagnia come una radiolina inseparabile, compagna di ogni secondo della giornata.

Dieci brani incontenibili che fanno quasi catalogo intimo, curato nei minimi dettagli e guidato da una voce “ingenua” che impreziosisce l’intelaiatura e il tocco di ciascun brano; è un gioco di atmosfere ora teen altre volte pensierose, tra il college sound e un songwriting che si rifà alle tenerezze insospettabili di Kim Deal in Midway o ai Letters To Cleo in All-Nighter, un lavoro discografico dove “troneggia” uno stile amichevole/confidenziale che ti si attacca al cuore e non ti lascia nel breve tempo.

Ascolto dal suono homespun e sensibile, ecco scorrere la scossa elettrica di Shame, Cruella e Say Nothing, la foschia leggera della title track e la straordinarietà acqua e sapone di una Morissette dei primordi che rimbalza nell’acustica Things We Never Say, tenera chiusura di un disco da sogno e morbido come un plumcake coi canditi. Bad Bad Hats it’s OK!

(2015, Afternoon)    

01 Midway
02 Shame
03 Joseph
04 Psychic Reader
05 Fight Song
06 Things We Never Say
07 Cruella
08 Say Nothing
09 All-Nighter
10 Spin

IN BREVE: 3/5

Max Sannella
Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.