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Beach Slang – The Things We Do To Find People Who Feel Like Us

thethingswedotofindpeoplewhofeellikeusJames Snyder e i prodi Beach Slang non sono i soliti pivellini che provano a cambiare rotta sonora alle proprie inventive, ma prendono una decisione sostanziale anche se hanno superato da poco i 40 anni, cioè quella di buttarsi a capofitto in un miscelato punk-emo-rock che fa presa, anche se poi in fondo non scopre nulla.

The Things We Do To Find People Who Feel Like Us è l’esordio ufficiale per il quartetto di Philadelphia, uno scapestrato ascolto stracolmo di riff esasperati, cantati ad ugola arrossata, piccoli momenti di calma piatta e ritornelli manna per radio tunes, che passano sullo stereo come una frizzante tramontana in faccia, un disco che se magari non porta nessuna novità, perlomeno contribuisce a darti la sveglia scattante.

Dieci brani in scaletta che usano energia a go go e una vitalità schizzata, power chords e watt a profusione che, trattenendo i poteri assordanti durante il passaggio della ballata chitarra acustica e violoncello Too Late To Die Young, e del tocco emo di Porno Love, si rifà poi prendendo fuoco insistentemente e mostrando tutta la sua “mascolinità” amperica in Noisy  heaven, I Break Guitars e Young & Slive. Non essenziale, ma comunque lucido, da tenere come warm up per necessità di carica impellente.

(2015, Polyvinyl / Big Scary Monsters)

01 Throwaways
02 Bad Art & Weirdo Ideas
03 Noisy Heaven
04 Ride The Wild Haze
05 Too Late To Die Young
06 I Break Guitars
07 Young & Alive
08 Porno Love
09 Hard Luck Kid
10 Dirty Lights

IN BREVE: 3/5

Max Sannella
Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.