Home RECENSIONI Chairlift – Moth

Chairlift – Moth

mothMescolare synthpop e dance pare davvero essere la ragion d’essere dei Chairlift, duo americano qui alle prese col nuovissimo Moth, dieci brani atmosferici che sembrano imbattersi in un crocevia in cui s’incontrano certi VNV Nation, i Leaether Strip o addirittura i Gossip, ma senza la classe dei secondi o la voracità degli ultimi, sebbene posseggano quell’indolenza clubbing che li contraddistingue tra i molti.

Caroline Polachek e  Patrick Wimberly – questi i nomi dei due newyorkese – architettano un’orgia di movenze, melodie, colori e approdi elettronici che, anche sulla lunga distanza di quattro anni dal precedente “Something”, risulta fresca e attuale, un mordente che non accenna a stanche e che si fa ancora più “ballabile” del solito.

Gli angoli  EBM di Ch-Ching (con urletti à la Jackson), lo shuffle sferzante di Romeo, quella ballata sognante che è Crying In Public o il fare da hit FM che imperversa nella percussiva Moth To The Flame, lasciano ampi margini per un disco che si farà ascoltare a lungo, una futuribile soundtrack – tra le tante – di questo 2016 tremolante.

(2016, Columbia)

01 Look Up
02 Polymorphing
03 Romeo
04 Ch-Ching
05 Crying In Public
06 Ottawa To Osaka
07 Moth To The Flame
08 Show U Off
09 Unfinished Business
10 No Such Thing As Illusion

IN BREVE: 3/5

Max Sannella
Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.