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Dead Cross – S/T

Ci vorrebbero più Dave Lombardo in questo mondo. Uno che in barba a tutti i coetanei della scena thrash anni ’80 non si è mai adagiato sugli allori della notorietà che, giustamente, un colosso dal nome Slayer può garantire ai propri membri. Uno che ha sempre dimostrato di soffrire una vita fatta di tour estivo, tour invernale, registrazione di nuovo materiale, tour di promozione e via andare, per decenni, spesso nella patetica e un po’ misera rivisitazione di tempi passati che non potranno più tornare.

Grip Inc., Fantômas, un paio di lavori con il genio John Zorn, PHILM e in tempi più recenti l’entrata nell’istituzione Suicidal Tendencies non hanno in realtà ancora completato la carriera di un batterista che paradossalmente non gratificato appieno dall’etichetta di metal drummer più influente di sempre si è elevato a vera e propria istituzione universale dello strumento non solamente sul piano esecutivo quanto più a livello compositivo.

È una conseguenza scontata che il fresco progetto hardcore metal Dead Cross non potesse nascere e svilupparsi nell’anonimato e nella banalità, supportato in primis da un ensemble di livello mondiale che contava nomi come, oltre al sopracitato Lombardo, Mike Crain, Justin Pearson e il devastante drummer Gabe Serbian (qui dietro il microfono), istituzioni della scena noise di San Diego e tra i più folli compositori di musica estrema del pianeta, che negli anni hanno potuto sperimentare ed esagerare in band hardcore-based come i The Locust, Head Wound City e Retox.

Ma il colpo di genio avviene circa dieci mesi fa, quando Serbian lascia il progetto dopo aver registrato gran parte del disco d’esordio e venendo con celerità sostituito da una personalità che non ha di certo bisogno di presentazioni: sua maestà Mike Patton. Tracce ri-registrate (ovviamente) e una forte attesa che ha accompagnato tutto il 2017 nella prospettiva di ascoltare ancora una volta i due protagonisti assieme.

L’omonimo Dead Cross nasce perciò come estremo giocattolo di chi con la musica ha sempre trovato modo di divertirsi coinvolgendo i più disparati elementi. Seizure And Desist e Idiopathic sono compendio di ritmiche hardcore metal condotte dal tocco vocale crossover di matrice Patton; il devastante e caotico mix di fast e mid-tempo si sposa meglio di quanto previsto con la schizoide e paranoica incidenza vocale di un singer che tutto può fare tranne che omologarsi a qualsivoglia standard. La successiva Obedience School, tra gli apici compositivi del disco, intraprende una forma canzone più canonica e questa volta sorretta da un’interpretazione più Faith No More che Fantômas.

Il violento e pazzoide muro sonoro viene interrotto in modo brusco dalla cover di Bela Lugosi’s Dead dei Bauhaus, rivista ovviamente in chiave pattoniana ma giustamente satura di quella atmosfera sinistra e horror che caratterizzava il capolavoro originale.

La seconda parte del lavoro tiene la stessa violenta linea delle prime tracce ma inserisce elementi più propri del background thrash di Lombardo (come in Divine Filth) e sebbene il singolo Grave Slave risulti forse il brano più debole di tutto l’LP, le conclusive Gag Reflex e Church Of The Motherfuckers lasciano totale e libera espressione al coniglio di uscire dal cilindro. Il minutaggio aumenta considerevolmente, i ritmi rallentano e in particolar modo nella closer il delirio sperimentale e velatamente progressivo si concretizza fra ritmiche fuori controllo e assonanze di ogni sorta.

Dead Cross è un esperimento che necessita del suo tempo per essere apprezzato appieno. Nonostante il ritmo forsennato per gran parte della composizione, l’impatto che può avere un cantato come quello di Patton non è per nulla di immediata e lineare comprensione. Ma questa è anche la ragione per cui ciò che è nato probabilmente come uno sfogo creativo, ha in fondo aggiunto valore e freschezza a questo 2017 musicale con un’opera non convenzionale e che va ben oltre la mezz’ora proposta.

(2017, Ipecac)

01 Seizure And Desist
02 Idiopathic
03 Obedience School
04 Shillelagh
05 Bela Lugosi’s Dead
06 Divine Filth
07 Grave Slave
08 The Future Has Been Cancelled
09 Gag Reflex
10 Church Of The Motherfuckers

IN BREVE: 4/5

Michele Brusa
Da sempre convinto che sia il metallo fuso a scorrere nelle sue vene, vive la sua esistenza tra ufficio, videogames, motociclette e occhiali da sole. Piemontese convinto, ama la sua barba più di se stesso. Motto: la vita è troppo breve per ascoltare brutta musica.