Home RECENSIONI Fantastic Negrito – Have You Lost Your Mind Yet?

Fantastic Negrito – Have You Lost Your Mind Yet?

La fragilità della vita, il desiderio di giustizia, l’umanità, il senso di accoglienza e di solidarietà, l’ironia, sono solo alcuni tra i principi cardine del codice morale dei Samurai, i guerrieri appartenenti alla casta militare nipponica, scomparsi intorno alla fine del 1800. E se invece vi dicessimo che ne esiste ancora uno, che vive ad Oakland, ha un collo lunghissimo, giacche sgargianti, una cresta impertinente, un sorriso sornione e che sa di cioccolato?

Sopravvissuto per miracolo a un incidente mortale, vincitore di due Grammy all’età di quasi cinquant’anni, in un mondo musicale in cui se non si è raggiunto il successo entro i ventuno è meglio gettare la spugna, Fantastic Negrito vive e continua a fare degli ottimi album, abbattendo ogni forma di stereotipo esistente in natura. Have You Lost Your Mind Yet? non è solo il titolo del suo quinto disco, ma uno spunto per affrontare le psicosi moderne, figlie di una collettività in via di analfabetizzazione, svuotata di umanità, indifferente o peggio inneggiante alla violenza, vestita di ignoranza come fosse una virtù.

“Have You Lost Your Mind Yet?” è l’interrogativo dal gusto sagace che, pur non comparendo in nessuna title track, dà l’incipit alla prima traccia, Chocolate Samurai, un inno alla liberazione dalle malsane abitudini passivo-aggressive espresso in chiave squisitamente funk, ispirato alla “Higher Ground” di Stevie Wonder, con un video assemblato dalle clip del pubblico in tempo di lockdown (pensare che invece a noi sono toccati i Pinguini Tattici Nucleari, ma tant’è). Il processo dialogico prosegue con I’m So Happy I Cry,  recitata spalla a spalla con Tarriona “Tank” Ball (la traccia segna anche la prima collaborazione tra due vincitori del Tiny Desk Contest di NPR Music), una riflessione su desideri insaziabili tramutati in nevrosi e, nel peggiore dei casi, in morti “accidentali”, come quella per overdose del rapper Juice WRLD.

Si parla di ancora di morte e giustizia in How Long?, ma stavolta è chiaro il riferimento alle violenze arbitrarie delle istituzioni nei confronti degli afroamericani, tormento costante per Negrito, cresciuto con un fortissimo senso di comunità, in un contesto come la Bay Area ad Oakland, madre del movimento Black Panthers.Shigamabu Blues e Justice In America, la prima condita da handcallping e ritmiche vocali da reverendo, la seconda accompagnata dai toni sarcastici di Gina Madrid, artista, attivista per i diritti civili, fungono da interludi all’interno di un disco polposo e cangiante, in cui lo stile sonoro di una traccia non si ripete mai per la seconda volta.

Negrito, nelle vesti di un’orchestra vivente, impacchetta in fase creativa linee di organo, chitarra, percussioni, cori e riesce con la sua inconfondibile voce androgina a rendere energico il funk della opening track, affascinante il soul di King Frustration, intenso il gospel di These Are My Friends, mordace il rock/r’n’b di Searching For Captain Save A Hoe, classico hip hop degli E-40, stuzzicante il blues di Your Sex Is Overrated.

Fantastic Negrito è uno degli artisti più validi in circolazione, non solo un ottimo paroliere e un comunicatore efficace ma autore vincente nell’abile opera di ristrutturazione di sonorità classiche, che riesce in totale solitudine a strutturare lo scheletro di un lavoro estremamente compatto e corale, nella produzione così come nella scrittura lirica e musicale. Un combattente moderno, dal fascino innegabile, che riesce a dare un significato catartico all’handclapping: posa quel fottutissimo telefono, segui il tempo e liberati della parte peggiore di te. 

(2020, Cooking Vinyl) 

01 Chocolate Samurai
02 I’m So Happy I Cry (feat. Tank, Tank And The Bangas)
03 How Long?
04 Shigamabu Blues
05 Searching For Captain Save A Hoe (feat. E-40)
06 Your Sex Is Overrated (feat. Masa Kohama)
07 These Are My Friends
08 All Up In My Space
09 Justice In America
10 King Frustration
11 Platypus Dipster

IN BREVE: 4/5

Lejla Cassia
Catanese, studi apparentemente molto poco creativi (la Giurisprudenza in realtà dà molto spazio alla fantasia e all'invenzione). Musicopatica per passione, purtroppo non ha ereditato l'eleganza sonora del fratello musicista; in compenso pianifica scelte di vita indossando gli auricolari.