Home RECENSIONI Florence And The Machine – How Big, How Blue, How Beautiful

Florence And The Machine – How Big, How Blue, How Beautiful

howbighowbluehowbeautifulSono già passati quattro anni da ”Ceremonials”, lavoro in studio che aveva consacrato al mondo intero la voce e il talento di Florence Welch, fulgido esempio di antidiva per eccellenza del pop femminile degli ultimi anni. La carismatica ragazza londinese se l’è presa giustamente comoda e tra una crisi esistenziale e l’altra ha riordinato le idee per bene, sfornando un album – l’ottimo How Big, How Blue, How Beautiful – destinato a far decollare ulteriormente la carriera dell’artista inglese.

Maturità e serenità: è questo il chiaro marchio di fabbrica del disco, che inizia con dei picchi qualitativi straordinari. Ship To Wreck è una canzoncina pop semplice e delicata (un easy listening impensabile nel predecessore) che ha l’innata capacità di rapire le orecchie e il cuore di chi ascolta. A pagare dazio alle inquietudini passate è invece What Kind Of Man, altro singolo azzeccatissimo che ci ricorda che oltre a Florence ci sono anche i The Machine (una volta tanto la voce è puro complemento rispetto all’imponente parte strumentale suonata dalla band).

Dopo avere ascoltato la traccia numero tre (la commovente title track) è inevitabile fare la seguente considerazione: se andasse avanti così alla fine saremmo di fronte al miglior disco pop degli ultimi vent’anni. Purtroppo non va esattamente in questo modo, perché la parte centrale dell’album subisce un inevitabile calo fisiologico: Queen Of Peace e Various Storms & Saints non sono certo due canzoni brutte, ma possono essere tranquillamente classificate come riempitivi.

Va meglio con le successive tracce (Delilah, Long & Lost e Third Eye) che meritano un 7 pieno, anche se è con la splendida Caught che l’album vive un altro momento memorabile: un brano riappacificante, quasi salvifico, ideale da ascoltare in una domenica pomeriggio in pieno hangover, pronto a ricordarti nei suo quattro minuti e venticinque secondi che la vita è bella anche per i suoi momenti semplici e sobri. Convincono appieno anche due canzoni ricche di significato come St. Jude e Mother (notevole il finale psichedelico della seconda).

L’album nella sua versione standard è terminato, ma sarebbe giornalisticamente criminoso non spendere qualche parola per le due bonus track dell’edizione deluxe (formula che riesce a dare una buona visibilità rispetto alle b-side dei defunti cd singoli): Hiding è una piacevolissima variante elettronica del disco, mentre Make Up Up Your Mind non si discosta di una virgola dallo stile classico della bella Florence. Che fa indubbiamente centro anche stavolta: la stella è già nata e continua brillare in tutta la sua lucentezza.

(2015, Island)

01 Ship To Wreck
02 What Kind Of Man
03 How Big, How Blue, How Beautiful
04 Queen Of Peace
05 Various Storms & Saints
06 Delilah
07 Long & Lost
08 Caught
09 Third Eye
10 St Jude
11 Mother
12 Hiding (Deluxe Edition)
13 Make Up Your Mind (Deluxe Edition)
14 Which Witch – Demo (Deluxe Edition)
15 Third Eye – Demo (Deluxe Edition)
16 How Big, How Blue, How Beautiful – Demo (Deluxe Edition)

IN BREVE: 4/5

Una malattia cronica chiamata britpop lo affligge dal lontano 1994 e non vuole guarire. Bassista fallito, ma per suonare da headliner a Glastonbury c'è tempo. Nell'attesa lavora come farmacista, quando può viaggia per il mondo verso mete ricercate e scrive con passione per Il Cibicida dal 2009.