Home RECENSIONI Godspeed You! Black Emperor – Asunder, Sweet And Other Distress

Godspeed You! Black Emperor – Asunder, Sweet And Other Distress

asundersweetandotherdistressLa nuova vita dei Godspeed You! Black Emperor suona come una seconda giovinezza. Sebbene non regalino più quelle eteree sinfonie che li hanno trasformati in un culto ancora attuale, i nove canadesi non hanno smesso di mettersi in gioco provando a dare una scossa alla propria cifra stilistica.

Da intendersi come un’unica composizione divisa in quattro movimenti, formula molto usata dall’ensemble di Montreal, Asunder, Sweet And Other Distress è un disco solenne, indubbiamente ispirato, fatto di musica emozionante, di visioni sonore intense e che rappresenta un passo avanti rispetto a “Allelujah! Don’t Bend! Ascend!” del 2012.

Si resta piacevolmente colpiti dalla maestosità di Peasantry Or “Light! Inside Of Light!”, superba orchestrazione post-rock che guarda al doom pastorale degli Earth, sia per le possenti aperture del riff, sia per l’aria che si respira, molto simile a quella del recente “Primitive And Deadly”. Un brano bellissimo e di grande impatto, con le chitarre che si dipanano in ogni direzione e che intagliano una melodia ariosa e dai tratti sublimi.

Si atterra poi nelle terre desolate di Lambs’ Breath, claustrofobico viaggio rumorista dai toni spettrali che sfiora le pesantezze psichiche di Lustmord, lande attigue agli strati di rumore bianco di Asunder, Sweet, che evoca l’apocalittico incipit di “Soundtrack For The Blind” degli Swans. Il tutto affluisce nell’altro monumento edificato dai GY!BE, Piss Crowns Are Trebled, uno degli intensi e caratteristici climax della band con la lenta ascesa, lo stacco per rifiatare e la fuga finale, colma di immaginifico escapismo post-rock.

Non è più tempo di stupirsi dei monologhi dei Godspeed You! Black Emperor, li conosciamo a menadito ma, pur senza riservare sorprese, la loro musica riesce ancora a trasmettere immagini forti ed evocative, riesce ancora a descrivere una parte dello spirito umano, il suo aspetto etereo e più impalpabile, distante dalla ragione perché è fatto di pura emozione.

(2015, Constellation)

01 Peasantry Or “Light! Inside Of Light!”
02 Lambs’ Breath
03 Asunder, Sweet
04 Piss Crowns Are Trebled

IN BREVE: 4/5

Marco Giarratana
Starnazza dietro il microfono per la sua band stoner, gli Jussipussi, e spiccherà presto il decollo col suo progetto solista Blackwhale. Sfornella per il suo blog culinario Uomo Senza Tonno e bazzica su Il Cibicida dal 2006.