Home RECENSIONI Joey Badass – All-AmeriKKKan Badass

Joey Badass – All-AmeriKKKan Badass

A Bedford-Stuyvesant, Brooklyn nel 1995 nasceva Jo-Vaughn Virginie Scott, a pochi passi dai “Projects”, le case popolari che avevano dato i natali ad artisti come B.I.G., Jay Z, Mos Def, Ol Dirty Bastard. In tenera età inizia a esercitarsi nei primi freestyle insieme a quelli che poi sarebbero diventati Flatbush Zombies e The Underachievers. Nello stesso periodo, inoltre, nascevano anche gli altri membri della Progressive Era (Pro Era) di cui Joey è il membro più prolifico e di spicco.

Good Morning Amerikkka si apre con un “wake up” e definisce sin da subito il fine dell’intero progetto, ovvero un resoconto sullo stato attuale dell’America riguardo ai valori che l’hanno storicamente resa la terra del sogno: libertà individuale, rispetto delle minoranze e unione della comunità. Senza dilungarsi troppo, in 12 tracce Joey condensa versi pieni di significato, guidati nella prima metà da un tono speranzoso e di giustizia, nella seconda invece più disfattista e di perdita di fiducia nel sistema e nel governo di quel grande Paese che ancora proclama diritti e possibilità di scelta.

In For My People Joey si interroga su chi potrebbe essere l’eroe senza maschera a guidare e salvare la sua comunità: “This is for my people, tryna stay alive and just stay peaceful / So hard to survive a world so lethal / Who will take a stand and be our hero of my people”. Come chiarisce successivamente in Land Of The Free, Obama è stato l’inizio di un cambiamento ideologico che evidentemente non si è concretizzato.  La data scelta per il rilascio di questo brano è stata il 20 Gennaio, coincidente con il suo compleanno, l’anniversario dell’album di debutto “B4.DA.$$” e il primo giorno d’insediamento di Trump (“Sorry America, but I will not be your soldier / Obama just wasn’t enough, I just need some more closure / And Donald Trump is not equipped to take this country over”). Rimarcando come ancora oggi siano presenti fattori creati per dividere, “Still got the names of our slave owners” e ancora “Put opiates in syringes then inject his religion”(riferito al sistema).

Devastated è il singolo uscito lo scorso Maggio, che porta con sé una ventata di freschezza e gioia per l’essere riuscito a superare in passato uno stato di depressione, la realizzazione della strada fatta da un semplice ragazzo di Brooklyn (“I used to feel so devastated / At times, I thought we’d never make it / But now we on our way to greatness”). Anche in Babylon, merita attenzione il verso “Fifty years later, still see my brothers choked to death / R.I.P. to Eric Garner, only right I show respect / Nowaday they hangin’ us by a different tree / Branches of the government”, che fa rivivere la triste morte di Eric Garner causata per soffocamento e le immagini degli schiavi impiccati.

In chiusura Amerikkkan Idol: Joey parla indirettamente del movimento #BlackLivesMatter: affinché gli sforzi portino a un cambiamento, essi devono essere condivisi, mirati e avere una finalità. Molti dei movimenti nati negli ultimi anni, sono più dei successi mediatici che delle vere e proprie battaglie (“They want us to rebel, so that it makes easier for them to kill us and put us in jails… Justice won’t be served by a hashtag… And they judgin’ just because my skin color is brown / And for that, they wanna leave me dead in the ground / And have the nerve to blame it all on my background / Sorry white Amerikkka, but I’m about to black out”)

Con il mixtape di debutto “1999” Joey aveva dimostrato di non essere un diciassettenne qualunque, di avere una maturità maggiore e un grande amore per l’hip hop old school, le influenze jazzy e la scuola di Nas. Matura fu anche la decisione di rifiutare l’offerta della Def Jam di Jay Z e Russell Simmons che ne avevano prematuramente intravisto il potenziale. Joey rimane indipendente e, com’era successo per l’album di debutto, anche adesso con All-AmeriKKKan Bada$$ dimostra di aver poco da spartire con la media dei suoi coetanei, il bimbo prodigio ha sviluppato un proprio stile, prendendo come riferimenti i contemporanei migliori, J. Cole (presente in Legendary) e Kendrick Lamar.

(2017, Pro Era / Cinematic Music Group)

01 Good Morning Amerikkka
02 For My People
03 Temptation
04 Land Of The Free
05 Devastated
06 Y U Don’t Love Me? (Miss Amerikkka)
07 Rockabye Baby (feat. ScHoolboy Q)
08 Ring The Alarm (feat. Nyck Caution, Kirk Knight 6 Meechy Darko)
09 Super Predator (feat. Styles P)
10 Babylon (feat. Chronixx)
11 Legendary (feat. J. Cole)
12 Amerikkkan Idol

IN BREVE: 4/5

Danda Zanoni
Consulente ed ingegnere, ma prima ancora “music addicted”. Da sempre con sottofondo musicale a far da colonna sonora della mia vita.