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Lightning Bolt – Fantasy Empire

fantasyempireTra i primi a rendere superflui altri strumenti che non fossero solo basso e batteria, i Lightning Bolt sono stati antesignani del trend sviluppatosi a metà dello scorso decennio in cui le sole sezioni ritmiche sparavano dischi al limite dell’umana follia. I due Brian, Gibson e Chippendale, in vent’anni di carriera ci hanno regalato musica assurda in cui il math assumeva i brutali connotati dello spazz-core strizzando l’occhio al metal più estremo, senza per questo rinunciare ad accogliere tra le trame quel pizzico di melodia che fa da asse portante alle composizioni. Mancavano all’appello delle uscite inedite da ben 6 anni, da quel “Earthly Delights” carino ma che poco aggiungeva al deviato gioco sonoro della coppia.

Cosa succede adesso con Fantasy Empire? Succede che i due Brian ritrovano una verve creativa notevole e, fatto non da poco, ci consegnano un album registrato con una qualità audio che finalmente ne sottolinea la potenza. Fino a “Earthly Delights”, compreso il capolavoro della prima ora “Hypermagic Mountain”, i loro album suonavano volutamente zozzi e caotici per mantenere fede a un credo lo-fi che supportava mirabilmente uno stile che tutto è fuorché fruibile da un ampio pubblico, ma a farne le spese era la botta, quell’impatto che in “Fantasy Empire” ci travolge come una slavina in una valle innevata.

I segni peculiari dello stile dei Lightning Bolt sono intatti, c’è il basso camaleontico di Gibson, ci sono le crisi isteriche della batteria di Chippendale, c’è il prog che si comprime in microstrutture che si susseguono senza soluzione di continuità, c’è il tocco psichedelico che inacidisce la materia rendendola brutalmente corrosiva, ma il tutto assume ora un ordine rigoroso, seppur restando inafferrabile.

“Fantasy Empire” scoppia di salute in ogni suo solco, dal micidiale attacco iper-punk di The Metal East agli assalti à la Slayer di Over The River And Through The Woods, dall’hard-rock ruspante di Horsepower al caos che si trasforma in giocosa melodia di King Of My World, dai singulti à la Battles di Runaway Train alle strizzate d’occhio ai Can di Snow White (& The 7 Dwarves Fans) non si avvertono cedimenti, c’è sempre qualche guizzo che tiene viva l’attenzione.

Complessa e avvincente, la nuova prova dei Lightning Bolt rifornisce linfa pregiata alla ditta risultando, se non superiore, quantomeno di pari pregio al tanto decantato “Hypermagic Mountain”. È il loro primo disco per Thrill Jockey.

(2015, Thrill Jockey)

01 The Metal East
02 Over The River And Through The Woods
03 Horsepower
04 King Of My World
05 Mythmaster
06 Runaway Train
07 Leave The Lantern Lit
08 Dream Genie
09 Snow White (& The 7 Dwarves Fans)

IN BREVE: 4/5

Starnazza dietro il microfono per la sua band stoner, gli Jussipussi, e spiccherà presto il decollo col suo progetto solista Blackwhale. Sfornella per il suo blog culinario Uomo Senza Tonno e bazzica su Il Cibicida dal 2006.