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Lonesome Leash – Precious Futures

preciousfuturesIl camaleontico Walt McClements non ne vuol sentire di darsi una calmata, si destreggia artisticamente tra i Dark Dark Dark e gli Hurray For The Riff Raff in maniera veloce, ma quando può torna nel mondo che forse più gli appartiene, il mondo cantautorale di Lonesome Leash, un mondo solitario e grigiastro, dove un folk nudo ed esistenziale riga pagine di assoluta atmosfera.

Disco di preghiere laiche questo Precious Futures, un dolciastro groviglio poetico scarno che si intrufola anche in visioni pop (Momentum) e spiritual (Diamond Rings), un viatico sonoro che vede l’artista – originario di New Orleans – alle prese con grancassa, trombe, chitarre e una visionarietà nebbiosa che, nel suo piccolo giro di entusiasmo, riesce comunque a interessare l’ascoltatore, lo rende partecipe di una giostra di convinzioni ed evocazioni che nel tiro di sette tracce entra decisamente nel taschino dello spirito.

La solitudine di una tromba solenne in See What You Say, un farfisa folk che vive interiormente in Pleased To Meet You e Litany, sono il metro tenero che misura la passionalità dell’artista americano, un modo di intendere il proprio essere qualcosa tra terra e qualcosa più in su.

(2015, Mind Rider)

01 Momentum
02 One Foot In Front Of The Other
03 Diamond Rings
04 Home Was A Feeling
05 See What You Say
06 Pleased To Meet You
07 Litany

IN BREVE: 3/5

Max Sannella
Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.