Home RECENSIONI Miranda Lee Richards – Echoes Of The Dreamtime

Miranda Lee Richards – Echoes Of The Dreamtime

echoesofthedreamtimeSi è subito attratti da questi vapori poetici al vetiver, quei sapori freak di ballate, cuori leggeri e canne rilassanti che la  bella cantautrice americana Miranda Lee Richards fa trasudare dal suo nuovo album, Echoes Of The Dreamtime. Otto refoli musicali che allietano e riempiono gli occhi di visioni fielding, briosità e una propensione a mitigare la poetica con accostamenti stilistici a Hope Sandoval, i Mazzy Star oppure Suzanne Vega in Julian, o ancora Susanna Hoffs (Bangles) in Little Radio, una tracklist che si ascolta come una carezza coccolosa in un pomeriggio di pioggerella primaverile.

La cantautrice di San Francisco dondola tra melodie e riflessi femminili in maniera eccellente, il suo modo espressivo è dolcissimo, costantemente in preda ad abbracci e intese con quella “americanità” di provincia fatta di odori, sapori e amori, quella semplicità col fiore in bocca sotto nuvole passeggere e ricordi da ritirare fuori.

Tutto suona con il tremore impalpabile dei tempi andati, una sensazione vintage che accalda e rassicura, come il country giocoso di Tokyo’s Dancing, la chitarra nostalgica di Colours So Fine o l’arpeggio al confine di una notte solitaria di Already Fine. Piccole attenzioni per un grande ascolto, nelle quali la Richards fa sfociare una voce che già da sola vale il sogno che s’accende premendo play.

(2016, Invisible Hands)

01 7th Ray
02 Tokyo’s Dancing
03 Little Radio
04 First Light Of Winter
05 Julian
06 Colours So Fine
07 It Was Given
08 Already Fine

IN BREVE: 3/5

Max Sannella
Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.